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 2026  gennaio 19 Lunedì calendario

Batterie, tapis roulant, pelle di foca. Lo sci elettrico per salire in vetta

La strada è in salita, la neve è fresca e ai piedi ci trasciniamo un paio di pesanti scarponi, ma il passo è agile e leggero. Scorre scivolando su una sorta di tapis roulant che ci dà la spinta, una falcata dopo l’altra. In un sentiero che sale verso il passo dello Spluga, in Svizzera, abbiamo provato i primi sci elettrici mai creati. Si chiamano e-Skimo e sono prodotti dalla startup e-Outdoor, con sede elvetica e cuore italiano.
«Il nome sta per Electric Ski Mountaineering, una disciplina che entra nelle Olimpiadi per la prima volta a Milano-Cortina», ci racconta il fondatore Nicola Colombo. Ha raffinato la sua esperienza sui mezzi elettrici con la startup Italian Volt, che realizzava moto. La passione per lo sci alpinismo gli ha fatto pensare che anche lì ci fosse del potenziale. «Stavano arrivando le eBike e poteva essere una buona idea riuscire ad avere lo stesso tipo di assistenza anche quando sali sulla neve». Dopo cinque anni di ricerca, a fine dicembre Colombo era pronto a mettere il suo prodotto in commercio.
La struttura dello sci è quella classica dello sci alpinismo. Con delle pelli di foca che si attaccano alla soletta dello sci così da impedire che questo scivoli mentre si avanza in salita. Sopra, una struttura nasconde l’elettronica necessaria per elettrificare il dispositivo. Davanti allo scarpone c’è la batteria. Dietro, il motore fa scorrere una seconda pelle di trazione che come una sorta di cingolo ci sostiene nel passo. Lo sci può «capire» quando vogliamo avanzare grazie a una serie di sensori nascosti nella struttura: giroscopio, gps, accelerometro. «Quando alzi il tallone, ma anche in funzione della pendenza, il nastro ruota attorno allo sci, si attiva e aiuta lo sciatore», spiega Colombo. Come sulle bici elettriche, ci sono diverse modalità che danno più o meno spinta. I pulsanti per passare da una all’altra si trovano sull’impugnatura delle bacchette.
Ci vuole un po’ di pratica per adattarsi agli e-Skimo. Il passo deve scorrere senza che la soletta si sollevi, così da ottimizzare l’energia extra. Una volta capito il meccanismo, avanzare in salita risulta molto meno faticoso. Abbiamo percorso un paio di chilometri, con un dislivello di circa 200 metri. Lo sforzo fisico rimane, ma è addolcito dall’aiuto del nastro. «La nostra idea è quella di portare a fare passeggiare in montagna nuove persone. Non l’alpinista esperto che si mette gli sci in spalla. Un dispositivo come questo fa fare attività a media intensità fisica, ci sono ottimi benefici di salute rispetto allo sci da discesa dove hai solo pochi minuti di forte sforzo muscolare». Non sci alpinismo, dunque. Ma un nuovo sport che potremmo chiamare sci trekking. Una volta arrivati in cima, si tolgono batteria, motore, nastro e pelle di foca. Si saldano le due cavità che permettono al nastro di scorrere con dei tappi. Si mette tutto nello zaino e si è pronti a curvare giù verso la valle.
Gli e-Skimo non sono un prodotto per tutte le tasche. Costano intorno ai cinquemila euro. Ma il modello di business a cui sta pensando non è solo la vendita al privato. Il noleggio è un’opzione, ma anche gli accordi con resort e tour operator. Le opzioni sono tutte aperte. In un periodo storico dove sciare è sempre più costoso ed è difficile prevedere le giuste condizioni climatiche perché tenere impianti e alberghi aperti sia remunerativo, una nuova idea di sport invernale può avere potenzialità.