Avvenire, 18 gennaio 2026
Dalla colazione al gelato: i bar valgono 23,8 miliardi
Dal caffè del mattino al gelato, fino al cocktail: i bar si confermano una fetta importante dell’economia dei servizi e una diffusa infrastruttura sociale del Paese. Un settore capace di generare quasi 6 miliardi di visite nel 2025 e un valore di mercato di 23,8 miliardi di euro: a fotografarlo è l’analisi di Fipe-Confcommercio su dati Tradelab, presentati nel corso della tavola rotonda “Il futuro del bar italiano (e prospettive per il 2026)” al Sigep. Sono 152mila i bar presenti sul territorio nazionale: tre comuni italiani su quattro ne hanno almeno uno, un’attività aperta in media 14 ore al giorno e spesso sette giorni su sette.
Numeri che confermano come il bar rappresenti uno dei servizi di maggiore prossimità sul territorio e una pausa irrinunciabile durante la giornata per la maggior parte degli italiani, come testimonia la distribuzione delle visite: il 44 % è legato alla colazione, il 29% alle pause, il 14% all’aperitivo, il 6% al pranzo, il 3% alla cena e il 4% al dopocena.
Un ruolo centrale che si regge, tuttavia, su un equilibrio economico fragile, se si considera che lo scontrino medio si attesta su appena 4,20 euro.
Il comparto impiega 367.900 addetti, di cui 284.606 dipendenti, con una forte presenza femminile (58,9%) e giovanile (41,3% under 30) e una quota significativa di lavoratori stranieri (20,8%). Oltre la metà dei dipendenti (57,5%) è assunta a tempo indeterminato. Il 2026, dichiara il presidente di Fipe-Confcommercio, Lino Enrico Stoppani, «dovrà essere l’anno in cui il sistema del fuoricasa saprà trovare un nuovo punto di equilibrio tra sostenibilità economica, qualità dell’offerta e capacità di intercettare abitudini di consumo in rapido cambiamento».