Il Messaggero, 17 gennaio 2026
Eterno Federer: 44 anni e non sentirli Incanta e batte Ruud. «Ma non torno»
E poi, all’improvviso, più luminoso che mai nell’accecante estate australiana, appare lui, il Magnifico, Roger Federer. Che s’è ritirato tre anni fa e mezzo fa e, a 44, si rimette scarpette e pantaloncini, riempie i 15mila posti della Rod Laver Arena di Melbourne (6 trionfi), elettrizza l’atmosfera caricandola di gemiti e di applausi di meraviglia e batte 7-2 al tie-break Casper Ruud, anni 27, numero 13 della classifica mondiale. Non è un miraggio, non è uno sberleffo dell’AI: ammirate su You Tube il Maestro quant’è ancora leggero sui piedi, elegante nei gesti ed efficace nel suo sublime senso dell’anticipo, con gli acuti del magico servizio e di una risposta vincente di rovescio, rigorosamente a una mano. Risulta talmente bello ed ipnotico da estasiare i colleghi nella preparazione del primo Slam della stagione al via domani. Incluso Nole I di Serbia. Oltre alla orgogliosissima, famiglia Federer (papà e mamma compresi) tutta schierata a bordo campo.
Dopo il successo del dilettante contro i professionisti nel “One Point Sam”, l’allenamento di Federer è la sorpresa più eclatante della vigilia dell’Happy Slam. Sui social che crepitano impazziti, lo stesso Ruud posta: «Roger, il miglior compagno di allenamento da un bel po’». Mentre il campione di 20 Majors, dopo aver rimandato qualsiasi ipotesi di un futuro da coach («Mai dire mai, ma ho quattro figli piccoli, vedremo»), parla volentieri di sensazioni («Fa sorridere pensare a tutti i momenti che ho avuto qui ho provato tantissime emozioni»), smorzando però sul nascere qualsiasi altra suggestiva ipotesi: «No, no, no non sono qui per giocare. Il corpo non è pronto, la testa non è pronta. Sto solo godendomi Melbourne e mi sto divertendo».
Intanto, il suo favorito per gli Open, quello che dice di sentire più prossimo come gioco e come spirito, Carlos Alcaraz – cui mancano solo gli Australian per chiudere ad appena 22 anni il Grande Slam alla carriera -, non si nasconde: «Questo è il mio obiettivo principale dell’anno. Penso di aver fatto un’ottima preparazione off-season e sono davvero affamato del titolo». Sinner docet: «Tutti dobbiamo apportare dei cambiamenti, piccoli dettagli. Il servizio è qualcosa che voglio migliorare ogni anno, in ogni torneo. Non abbiamo apportato modifiche sostanziali al gesto ma direi che lo faccio continuamente, senza che nessuno me lo dica. Ho appena modificato leggermente il movimento e mi sento davvero molto a mio agio, fluido, con un ritmo davvero calmo e tranquillo, che credo mi aiuti molto a migliorare. Probabilmente vedrete un altro cambiamento, nei prossimi mesi o a fine anno. Non ho pensato di fare lo stesso servizio di Djokovic, ma vedo anch’io delle somiglianze». Tentando di dribblare la trappola-Ferrero: «Con Juan Carlos abbiamo chiuso il capitolo di comune accordo, doveva finire, ma restiamo amici e gli sono grato per i 7 anni insieme. Probabilmente è grazie a lui se sono il giocatore che sono oggi». Mentre Sinner non riesce a mascherare un pizzico di gelosia nei confronti di Carlitos dopo i complimenti di Federer: «Roger gioca in maniera molto simile a Dimitrov che a Wimbledon mi aveva messo in difficoltà cambiando tantissimo il ritmo, e ha visto le mie debolezze, nella combinazione tra l’erba e quel tipo di gioco. Durante la preparazione abbiamo lavorato tanto per essere più pronti per la prossima sfida simile. Mi avrebbe fatto molto piacere affrontare il giocatore più magico di tutti i tempi ma sono arrivato un pelo troppo tardi!». Magari la sfida nella sfida è farsi incoronare proprio da Federer come re di Melbourne per tre anni di fila.