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 2026  gennaio 18 Domenica calendario

Celle senza sistema antincendio e buchi nel soffitto: il flop dei nuovi carceri minorili appena inaugurati

Tre inaugurazioni in cinque mesi, il 5 agosto a L’Aquila, il 20 novembre a Lecce, l’8 gennaio a Rovigo. Il taglio del nastro delle carceri minorili sembra diventato lo sport preferito del sottosegretario alla Giustizia, il leghista Andrea Ostellari. A parole, una risposta del ministro Nordio al sovraffollamento dovuto al decreto Caivano, che ha quasi raddoppiato i ragazzini in carcere: i dati elaborati da Antigone parlano di 611 detenuti nel 2025, quasi il doppio dei 381 alla fine del 2022. Nei fatti però la risposta resta sulla carta, visto che gli istituti aperti da Ostellari presentano enormi falle.
Il minorile di Lecce sarebbe stato aperto senza agibilità e senza collaudo antincendio per renderlo operativo entro l’ultimo giorno dell’anno, forse per conteggiarlo nelle statistiche 2025. “Il 20 novembre inaugurazione in pompa magna con il sottosegretario e le autorità. Il 21 erano già ripresi i lavori”, spiega un dipendente, costretto all’anonimato, mentre i dirigenti dell’amministrazione non rilasciano dichiarazioni. L’apertura in realtà era programmata per metà dicembre, senonché il deputato Pd Claudio Stefanazzi ha depositato un’interrogazione e un altro deputato, il 5S Leonardo Donno, si è presentato ai cancelli riscontrando “aree che sulla carta risultano già consegnate ma che di fatto sono ancora cantieri aperti”. Risultato: apertura rinviata a dopo Natale. “Siamo preoccupati – spiega ancora il dipendente –. Oggi ci sono 14enni reclusi in un istituto senza collaudo dell’impianto antincendio. Se dovesse accadere una disgrazia, di chi sarà la responsabilità?”. Preoccupazioni riprese in una nota stampa della Cgil leccese. Le carenze infatti non sarebbero solo burocratiche: una stanza destinata ai sanitari Asl avrebbe un buco nel soffitto. “La pioggia entra a secchiate – spiega un agente penitenziario –. Non ci sono spazi all’aperto tranne una gabbia di 14 metri per 12. Non sono stati attivati percorsi scolastici. Ancora non funziona la mensa, quindi il cibo arriva tiepido e pieno di condensa”. È il motivo per cui il 30 dicembre è scattata una specie di rivolta: quattro adolescenti hanno lanciato il cibo contro il muro e hanno fatto a pezzi un tavolo del refettorio; con le gambe di ferro hanno divelto diverse piastrelle dell’area mensa, danneggiando mobili e attrezzature. “Siamo stati costretti a denunciarli, ma avevano le loro ragioni – prosegue l’agente – Oggi sono quattro e abbiamo potuto sedare la protesta, ma cosa succederà quando l’istituto sarà al completo con 27 detenuti? Non abbiamo né gli scudi né le bodycam, che sono presìdi obbligatori”. Sulle 42 unità previste nell’Ipm salentino, gli agenti penitenziari in servizio sono 25. Una situazione esplosiva, confermata dalla Garante dei detenuti di Lecce, Maria Mancarella, che il 13 gennaio ha visitato l’Ipm sottolineando anche l’assenza di percorsi scolastici e trattamentali.
Non va molto meglio a L’Aquila, la prima delle inaugurazioni del governo Meloni: il 5 agosto a tagliare il nastro i sottosegretari erano addirittura due, il leghista Andrea Ostellari e Andrea Del Mastro di FdI. Eppure a distanza di sei mesi non sono ancora pronti palestra, sala colloqui, campo sportivo e mensa. “Su 38 agenti previsti ce ne sono solo 29 – spiegano dal sindacato Fsa Cnpp Spp – la politica fa le passerelle, le conseguenze ricadono su chi lavora.” Il riferimento è a due aggressioni a tre agenti, uno dei quali è finito in ospedale. Per questo l’ex sindaca di L’Aquila Stefania Pezzopane ha presentato un ordine del giorno in Comune. “In questo scenario, aprire o gestire un istituto senza adeguate risorse umane e strutturali è irresponsabile”.
Eppure le inaugurazioni continuano a favore di telecamera. L’8 gennaio è stata la volta di Rovigo: a tagliare il nastro anche l’ex governatore del Veneto Luca Zaia e il suo successore Alberto Stefani. “È un risultato che misura la presenza dello Stato” sono state le entusiastiche parole del sottosegretario Ostellari (che però non ha voluto rispondere a nessuna domanda). Anche per l’Ipm di Rovigo la data reale di apertura è ancora incerta: le previsioni la rimandano genericamente “alla primavera.” In quali condizioni sarà tutto da vedere.