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 2026  gennaio 18 Domenica calendario

Caro caffè, impennata del +21% sia la tazzina al bar sia sugli scaffali. Il più caro a Bolzano

Caffè prezioso proprio come l’oro. Perché come il bene rifugio che è salito alle stelle, è aumentato vertiginosamente anche il prezzo della tazzina nera bollente. Quella tanto amata da tutti gli italiani per la colazione, la pausa di metà mattino, il dopo pranzo e oltre che ha registrato un rialzo del 20,7 % sia al bar che sugli scaffali dei supermercati. Una tazzina al banco arriva a superare i due euro. Con indignazione degli appassionati, ma impennata delle materie prime, cambiamento climatico e speculazione stanno riscrivendo la mappa dei prezzi del rito più amato dagli italiani.
È uno dei gradini in (ripida) salita intercettato nell’indagine del Ccr, il Centro di formazione e ricerca sui consumi, sull’inflazione e i listini del paniere nel 2025 in vari settori della vita quotidiana. Considerando nello specifico il paniere alimentare seguono gli aumenti del cacao in polvere (+19,5%), che come la bevanda citata risente dei cambiamenti climatici e della crisi delle materie prime. Quindi il burro (+13%), il cioccolato (+10,9%) e gli agrumi (+9,4%). Ma se c’è chi sale nel carrello della spesa c’è anche chi scende. Per esempio in calo è l’olio d’oliva che, dopo i rincari degli ultimi anni, ha registrato una sensibile diminuzione dei prezzi, in media del -14,5% rispetto al 2024. E anche lo zucchero con un -9,6%.
Fra i fattori che influenzano questa altalena che pesa non poco sul bilancio domestico le tensioni geopolitiche, i rialzi delle quotazioni delle materie prime e le speculazioni, come sottolineato dal presidente del comitato scientifico del Ccr, Furio Truzzi.
Sui maxi rincari che svuotano cucine e dispense ora l’Antitrust ha aperto un’indagine dopo aver rilevato aumenti dei prezzi anche del 24,9% dall’ottobre 2024 all’ottobre 2025, ben oltre l’inflazione di quel periodo.
E anche il mese di dicembre ha registrato l’aumento, con l’inflazione salita in un mese dell’1,2%, e dell’1,5% in media nel 2025 (nel 2024 era dell’1%). Più sostenuti gli aumenti per alimentari e bevande con +2,9% rispetto all’anno precedente.
Tornando al caffè a peso d’oro, già pochi mesi fa era stato realizzato uno studio ad hoc condotto sempre dal Centro di formazione e ricerca sui consumi in collaborazione con Assoutenti. Analizzando i dati dell’Osservatorio del Ministero delle Imprese e del Made in Italy era stato registrato l’aumento dei prezzi in 4 anni del 20,6% passati da una media di 1,04 euro del 2021 a 1,25 euro dell’agosto 2025. Ed erano stati messi a confronto i prezzi della preziosa tazzina servita nei bar delle principali città italiane. Bolzano la più cara con la tazzina al prezzo medio di 1,47 euro, seguita da Ferrara con 1,43 euro, Padova con 1,41 euro e Belluno con 1,40 euro. Dalla classifica era stata esclusa Benevento, al centro di polemiche per errori nelle rilevazioni dei prezzi. Le città più economiche? Al sud: a Catanzaro dove si può bere un caffè a 1 euro, e poi a Reggio Calabria e Messina, entrambe a quota 1,06 euro.

Le differenze fra le regioni rispecchiano a grosse linee quelle rilevate qualche settimana fa dall’indagine di Codacons sui listini di beni e praticati al pubblico nelle principali città del nostro Paese. Per quanto riguarda l’andamento dei rincari per l’espresso, i maggiori ci sono stati a Bari, a Parma e a Pescara. In quest’ultima l’aumento è stato del +40% rispetto al 2021. E Napoli? In 4 anni +35%, con ’a tazzulella a 1,21 euro.