la Repubblica, 18 gennaio 2026
Netanyahu contro gli Usa: “Ostile a Israele il comitato per la pace a Gaza”
Due enti separati, chiamati a lavorare insieme su Gaza e insieme a coordinare il governo tecnico palestinese che agirà sotto la guida di Ali Sha’at, ingegnere ed ex vice ministro del governo dell’Autorità nazionale palestinese: due enti, la cui composizione è stata annunciata fra venerdì e ieri dalla Casa Bianca e che in meno di 24 ore si trovano ugualmente travolti dalle polemiche.
Il primo è il “comitato esecutivo”, quello che sarà più direttamente coinvolto nella ricostruzione della Striscia e di cui faranno parte – fra gli altri – il segretario di Stato Usa Marco Rubio, l’inviato speciale Steve Witkoff, il genero di Trump Jared Kushner, l’ex premier britannico Tony Blair e il presidente della Banca mondiale Ajay Banga. E poi rappresentanti del governo turco e degli Emirati arabi uniti: nessun palestinese, ma anche nessun membro del governo israeliano. C’è un uomo d’affari israeliano vicino al governo, Marc Rowen, ma la sua presenza non è abbastanza per il premier Netanyahu che ieri sera ha diffuso una rara nota di critica nei confronti della Casa Bianca, dicendo che la composizione del gruppo è «contraria alla politica israeliana».
Il secondo ente di cui ieri è stata annunciata la formazione è il “Board of Peace”, il Consiglio per la pace: un comitato di cui Trump aveva annunciato la creazione a ottobre, in concomitanza con il cessate il fuoco a Gaza, ma che ora – secondo le anticipazioni di Haaretz – nelle intenzioni del presidente americano dovrà in realtà occuparsi di portare pace e stabilità in tutte le aree toccate da conflitti e di andare ad operare lì dove «i mezzi e la diplomazia tradizionale hanno fallito». A farne parte Trump ha chiamato diversi capi di Stato e di governo. Qui è stato invitato anche Netanyahu – riferisce Ynet. E poi l’argentino Milei, l’egiziano Al Sisi, il turco Erdogan, il canadese Carney ed altri. In tutto, una sessantina di Paesi secondo Haaretz, che ha potuto visionare il regolamento e la lista dei partecipanti. Fra essi, scrive il quotidiano israeliano, anche l’Italia. A guidare il Board sarà Trump in persona: il mandato gli potrà essere tolto solo in caso di dimissioni o di grave malattia. La carica non è legata a quella di presidente Usa, dunque potrà essere mantenuta anche dopo la scadenza del mandato a Washington.
Per quanto riguarda l’Italia fino a ieri sera, da Palazzo Chigi – Meloni è in viaggio in Asia – non erano arrivate comunicazioni ufficiali. Alcune ore prima degli inviti di Trump, parlando tra Tokyo e Seul, la premier si era mantenuta cauta, pur lasciando capire di considerare probabile un coinvolgimento: «Abbiamo dato la disponibilità ad avere un ruolo di primo piano».