corriere.it, 16 gennaio 2026
Pisa, i Vigili del fuoco si inginocchiano per le vittime di Gaza. Il Viminale: «Erano in divisa, discredito su tutti i pompieri»
È accaduto a Pisa, durante la manifestazione sui lungarni del 22 settembre 2025, nel giorno dello sciopero generale proclamato dalla Usb a sostegno della Global Sumud Flotilla e Gaza. «Io e altri Vigili del fuoco abbiamo osservato un minuto di silenzio mettendoci in ginocchio come gesto fatto da portatori di buona volontà dell’Unicef, perché il Corpo nazionale Vigili del fuoco è ambasciatore Unicef con un accordo rinnovato lo scorso 2024 dal sottosegretario Prisco», racconta Claudio Mariotti all’agenzia Dire.
Lui è pompiere da 38 anni (nell’89 la leva militare, poi sei anni da discontinuo fino all’assunzione del 1996) e adesso, per quel gesto, dovrà rispondere anche di questo al Viminale. Che, a lui e altri nove colleghi (di cui sei toscani), ha inviato una contestazione disciplinare per “la forma” con cui hanno preso parte alla protesta.
Mariotti, sindacalista Usb e componente del Coordinamento nazionale Vigili del fuoco, racconta cosa è successo: «Ci siamo inginocchiati per esprimere la nostra solidarietà alle vittime, in particolare bambini, visto che nella nostra uniforme portiamo la spilla dell’Unicef e in questo genocidio sono morti migliaia di piccoli innocenti. Non c’era nessuna azione anticostituzionale. Invece, colpiscono dirigenti sindacali e lavoratori nell’ambito di uno sciopero e una manifestazione pienamente legittimati dall’agire sindacale».
Il Viminale contesta che il gesto sia avvenuto mentre i pompieri erano in divisa. «Abbiamo sempre rappresentato la nostra categoria in ogni luogo di rivendicazione indossando i nostri dispositivi di protezione individuale che ci contraddistinguono come Vigili del fuoco, così come fanno i metalmeccanici con la tuta da lavoro o i sanitari con i camici bianchi».
La contestazione del Viminale è che usando l’uniforme avrebbero «discreditato tutto il Corpo», spiega Mariotti. «E saremmo passibili di un provvedimento disciplinare che potrebbe arrivare alla sospensione con la decurtazione dello stipendio o, anche se l’ipotesi è remota, al licenziamento».
Il lavoro della commissione disciplinare comincerà il 29 gennaio, quando verrà ascoltato un primo pompiere di Roma, poi toccherà agli altri suoi
colleghi. Il sindacato di base, però, non ci sta e lancia un’iniziativa alla vigilia dell’audizione, il 28 gennaio sempre a Roma: nella sala Aci di via Marsala (dalle 15) il convegno «contro la repressione della libertà d’espressione e la militarizzazione del Corpo».