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 2026  gennaio 18 Domenica calendario

Firmata l’intesa sul Mercosur. «Sì al mondo basato su regole»

C’è la firma ufficiale dopo oltre 25 anni di negoziati tra Unione europea e i Paesi del Mercosur, ovvero Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay: un «accordo storico» secondo i protagonisti che si sono incontrati ad Asunción in Paraguay, dopo che è saltata la cerimonia a fine dicembre in Brasile per il mancato sostegno di alcuni Paesi Ue.
In Europa l’intesa è stata – ed è – oggetto di dura opposizione da parte delle associazioni agricole e ha richiesto un supplemento di impegno da parte della Commissione europea, che è andata incontro alle loro richieste e a quelle di alcuni Stati membri, a partire da Italia e Francia. Non è un caso, dunque, se il presidente argentino Javier Milei ieri ha ringraziato «in particolare il contributo della mia amica, la premier italiana Giorgia Meloni: il suo impegno è stato cruciale per il successo di questo negoziato». A fine dicembre Roma si era unita a Parigi, Varsavia, Dublino, Vienna e altre capitali per bloccare il via libera all’accordo. L’Italia aveva posto alcune condizioni, diventando di fatto ago della bilancia. Ottenuto quanto richiesto, Roma ha dato semaforo verde.
«Stiamo creando la più grande zona di libero scambio al mondo, un mercato che vale quasi il 20% del Pil globale. Offriamo opportunità incalcolabili ai nostri 700 milioni di cittadini», ha detto la presidente della Commissione Ursula von der Leyen nel suo discorso. Alla cerimonia c’erano anche il presidente del Consiglio europeo António Costa e il commissario Ue al Trade Maroš Šefcovic. «Questo accordo invia un segnale forte al mondo. Riflette una scelta chiara e deliberata – ha detto von der Leyen —. Preferiamo il commercio equo ai dazi doganali».
L’accordo ha un importante significato geopolitico, come ha sottolineato il presidente del Paraguay Santiago Peña, che ha ospitato la cerimonia avendo la presidenza di turno del Mercosur: «Stiamo firmando non solo un accordo commerciale – ha detto – ma stiamo affermando che tutti noi continuiamo a voler costruire un ordine mondiale basato sulle regole e sulla prevedibilità. Ci stiamo assumendo la responsabilità di ribadire che lo stato di diritto, la democrazia e le regole del commercio devono guidare la vita delle persone». Sulla stessa linea il presidente Costa: «Non vogliamo creare sfere d’influenza ma zone di prosperità condivisa, non vogliamo né dominare né imporre, ma rafforzare i legami tra i cittadini e le nostre imprese». E ha aggiunto: «Mentre c’è chi che crea barriere, noi lanciamo ponti». L’intesa con il Sud America non piace all’amministrazione Trump. Secondo il Financial Times, funzionari statunitensi hanno criticato l’accordo perché danneggerebbe gli agricoltori americani, impedendo loro di vendere prodotti legati a luoghi specifici dei Paesi Ue, come il prosciutto di Parma e lo champagne. L’accordo, infatti, riconosce 344 indicazioni geografiche europee, vietando imitazioni, termini, simboli o bandiere fuorvianti. Sono 57 le indicazioni geografiche italiane che saranno protette, tra cui il Prosecco, il Chianti, l’Asiago, il Gorgonzola, il Grana Padano e il Parmigiano Reggiano.
La firma non conclude l’iter, come ha sottolineato l’argentino Milei. «Questo accordo non è un punto di arrivo ma di partenza – ha detto —. Speriamo che il Parlamento europeo dia il suo via libera». L’intesa infatti è formata da due testi: un accordo di partenariato che richiede da parte Ue la ratifica di tutti gli Stati membri e un accordo commerciale ad interim che può entrare in vigore senza le ratifiche nazionali. Per quest’ultimo serve il consenso del Parlamento Ue, che però è sul piede di guerra. Mercoledì 21 gennaio gli eurodeputati voteranno una mozione che propone il ricorso alla Corte di giustizia Ue per verificare la conformità dell’accordo ai Trattati Ue. La mozione ha un appoggio trasversale e con la sua approvazione gli eurodeputati sperano di far slittare il voto finale sull’intesa da parte del Parlamento fino alla sentenza della Corte. Ma in base ai Trattati la parte commerciale della partnership, ha spiegato la Commissione, può entrare subito in vigore.