Corriere della Sera, 18 gennaio 2026
Pacchetto sicurezza, Piantedosi accelera
Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, interviene dopo la tragedia di La Spezia: «Entro la fine del mese – annuncia al Tg5 – credo che il pacchetto sicurezza giungerà al Consiglio dei ministri per essere approvato. Ma oggi ci dobbiamo interrogare – continua preoccupato il capo del Viminale – su come sia possibile che dei ragazzi a scuola regolino i propri conti con i coltelli. Noi pensiamo che ci debba essere qualcosa che vada oltre i sistemi di sicurezza tradizionali, qualcosa che riguardi anche la cultura, l’educazione di questi ragazzi, serve sollecitarli alla responsabilità. E qualcosa di questo c’è nel nostro provvedimento». Tutto il governo è scosso: «È incredibile, inconcepibile che un ragazzo a scuola accoltelli un compagno perché c’è la foto di una ragazza postata sui social – dice il vicepremier Antonio Tajani —. Perciò bisogna formare i giovani e fare capire loro quanto è preziosa la vita, che non può esserci una società dove tutto si regola con la violenza e i coltelli. Servono le norme ma serve anche un’azione di tipo culturale».
La parole di Piantedosi e di Tajani sembrano essere condivise pure dal cardinale Pietro Parolin: «Più sicurezza? Io direi più valori, più educazione, aiutare questi ragazzi a riflettere, a vivere anche le cose positive, a non lasciarsi trascinare – commenta il segretario di Stato vaticano —. Certo ci vogliono anche misure di sicurezza, non lo neghiamo, ma non sono sufficienti. Più educazione e meno repressione, userei questa formula».
Il ministro Tajani, dal canto suo, specifica pure che «la sicurezza è una priorità per tutto il governo, non c’è qualcuno che vuole più sicurezza e qualcuno che ne vuole meno», riferendosi forse alla Lega che col sottosegretario all’Interno, Nicola Molteni, ha già rilanciato invocando un decreto.
Ma soprattutto è scontro con l’opposizione: «Caro centrosinistra, sulla sicurezza non è il momento di essere timidi, andiamo all’attacco – avverte il leader di Italia viva, Matteo Renzi —. Il governo Meloni è il governo degli sciacalli. Sfruttano tutti i casi di cronaca per aumentare i reati e tengono 500 poliziotti in Albania anche se sanno che non servono a nulla».
Durissimo il leader M5S, Giuseppe Conte: «Questo governo fa un decretino sulle armi da taglio per prenderci in giro, perché intanto sono bravissimi ad alimentare le paure, a soffiare sulle angosce dei cittadini e non hanno risposte».
Il senatore del Pd Filippo Sensi scrive su X: «Il cattivismo della destra non ha portato a niente». Gli fa eco il capogruppo al Senato del Pd, Francesco Boccia: «Dopo l’economia, la sicurezza è un altro fallimento del governo Meloni». E l’europarlamentare dem Sandro Ruotolo, che è anche membro della segreteria nazionale del Nazareno, esprime grande amarezza: «Avanza una cultura del fai da te, armi che circolano con facilità, solitudini che si radicalizzano, modelli violenti che diventano linguaggio quotidiano. Ma non basta rispondere solo con la repressione. Punire senza prevenire non cura, non salva».
Così Maurizio Lupi, presidente di Noi moderati, invita tutti alla riflessione: «La sicurezza è un tema che dovrebbe unire la politica e non dividerla. Occorre uno stop ai coltelli facili ma anche più prevenzione: la scuola deve restare un luogo sicuro».