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 2026  gennaio 17 Sabato calendario

Vannacci: «Vado avanti, non sono una pecora. Io non rispondo al fischio del pastore»

«Io non sono in dissenso con nessuno, sono coerente con me stesso».
Generale, la Lega in Parlamento ha votato a favore mentre lei aveva consigliato di opporsi.
«Non capisco dove sia la sorpresa – risponde Roberto Vannacci, eurodeputato e vicesegretario della Lega —. Ho sempre detto di essere contrario agli aiuti militari all’Ucraina. La guerra non ci ha portato nulla di buono, non la vogliono più nemmeno gli ucraini».
Ma ci sono impegni presi, una linea di governo da rispettare, una coerenza di maggioranza...
«Non sono una pecora che risponde al fischio del pastore. Non sono addomesticabile».
Questo era chiaro, ma in politica si trova il modo per marcare le differenze senza assumere posizioni di rottura.
«Non cerco il consenso facile o di chi vorrebbe il pensiero unico. Tutto si può dire tranne che non si conoscano le mie opinioni in materia».
Ma lei è su posizioni simili a quelle delle forze di centrosinistra.
«Io sto con le mie idee. Se mi hanno candidato significa che andavano bene o, comunque, non costituivano un problema. Quelle posizioni sono state apprezzate dagli elettori e hanno fatto comodo».
Un anno fa, però, parlava da indipendente, non era ancora tesserato. Oggi è il vicesegretario di un partito di governo.
«E quindi? Ho sempre pensato che un partito non fosse una caserma».
Detto da un militare di lungo corso come lei...
(Accenna un sorriso, ndr).
Battute a parte. Non avverte alcun disagio?
«Ripeto, non capisco perché dovrei. In un partito la pluralità di posizione è una ricchezza. Naturalmente, dentro un quadro complessivo di condivisione di valori».
Il leader della Lega Matteo Salvini finora le ha sempre garantito massima libertà, anche se dentro il partito i malumori sono stati e sono tuttora piuttosto diffusi. Il ministro dice che la incontrerà nei prossimi giorni.
«Sono a disposizione. Mai avuto problemi con Salvini».
E se le venisse a chiedere di cambiare posizione? In fondo, in un partito la linea la detta il segretario.
«Non credo lo farà. Ma poi, mi perdoni. Se c’è una cosa che i cittadini non sopportano e che rende la politica poco credibile è la mancanza di coerenza».
Cosa intende dire?
«Che io non ho sostenuto una posizione per mesi e poi votato in senso contrario. Non ho detto “Basta armi” e poi dato via libera a nuovi aiuti militari».
Quello che hanno fatto i parlamentari leghisti, con tre eccezioni (i deputati Rossano Sasso e Edoardo Ziello hanno votato contro mentre il senatore Claudio Borghi si è astenuto).
«Come ho detto, condivido per coerenza la posizione contraria».
Insomma, sostenere l’Ucraina per lei è un errore.
«Questa guerra all’Italia non ha portato nulla di buono, meno commercio, meno ricchezza, caro vita eccessivo. Arrivati a questo punto, o si cambia strategia oppure dobbiamo entrare in guerra con la Russia, con l’Unione europea e la Nato. Non si può continuare ad avere un approccio bellicista e poi rinunciare a quello che è effettivamente la guerra».
E lei sostiene che bisogna parlare chiaro agli italiani.
«Secondo me non sono tanto d’accordo. E siccome la sovranità appartiene al popolo andrebbe trovato il modo di coinvolgerlo nella scelta».
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani la accusa di essere promotore di una «iniziativa suicida».
«Suicida è un Paese che rinuncia a difendere i propri interessi, e non vedo quali interessi abbia l’Italia nel contribuire al prosieguo di questa guerra. Suicida è dirottare risorse indispensabili agli italiani per darle a chi le spende in cessi d’oro, ville e yacht di lusso e serate con prostitute».
Ma lei sta davvero pensando di costituire un partito tutto suo con parlamentari leghisti o ex Fratelli d’Italia (Emanuele Pozzolo, ora al gruppo Misto)?
«Sono chiacchiere che sento da un anno e mezzo».
Niente di vero, quindi?
«Sono solo speculazioni politiche».