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 2026  gennaio 18 Domenica calendario

Il porno italiano degli Settanta

Se in un porno l’attrice sta messa a 90 gradi, ha le braccia aperte e distese, in ognuna delle mani ha un pene, e lo lavora, e pure di bocca, e pure l’orifizio del suo lato B non sta in ozio, riceve un altro pene… questa attrice, che porno sta facendo? Lo so che state tutti con la mano alzata: facilissimo rispondere, sta facendo un 4some! E invece no! Sta facendo un… “aeroplanino"! E se questa attrice di uomini attorno ne ha di più, e bravissima non lascia a secco nessuno dei loro peni, con le mani, con la bocca, sta piena davanti e dietro, che scena sta facendo? Sta facendo un’orgia? Ma no! Sta facendo un “aeroplanino turbo"! 
 
E non ci rimanete male, non vi sto prendendo in giro, vi sto bensì parlando come, invece che un porno odierno, stessimo vedendo… un porno… di 30 anni fa! Un porno bello vintage! E non è che il porno di una volta realizzasse scene poi così diverse da quelle che vediamo oggi, le realizzava diversamente per inquadrature, set e attrici che in pochissime, davvero poche, possedevano la maestria e la professionalità tassative dei nostri giorni. Il porno di una volta realizzava porno che finiva in categorie dal nome differente, e che, ovvio, non trovavi da scrollare e da tappare sul web.
 
porno vintage traci lords
Te le sceglievi in video, vhs e dvd, sui quali, e almeno qui in Italia, le categorie porno avevano nomi diversi. Nazionali, al bando gli inglesismi! Le orge erano sempre le orge, ma la donna al centro protagonista di un 3some o 4 some o chi più peni ha più ne metta, faceva i porno aeroplanini! Una donna che lo prendeva in bocca non faceva porno blowjob: faceva il… “lecca lecca"! Detto pure la “ventosa”.
 
Il porno DP veniva italianamente declinato a “una multipla”, mentre se ti compravi una videocassetta con su montate scene e scene e scene di sesso, e sesso, e sesso, continue, senza trama, non era come oggi che ti stai sollazzando col porno “gonzo”, no, ai tempi ti sollazzavi con il “porno ginecologico"!!!
 
Che sempre gonzo era, senza trama si dipanava, tutti/e a sc*pare e a urlare di “gloria”, ovvero dei cm “d’amore”, ovverossia di pene che in bocca o in vulva o nel deretano si riusciva a fare entrare. E se il pene le attrici se lo mettevano sotto le ascelle, facevano il “termometro” (Mario Salieri docet).
 
porno vintage hustler 1980
Se su un set porno vintage girava “l’unguento” era nient’altro che lo sperma finto oggi altresì facilmente proposto in rete, di marche varie, e gusti vari, se si vuole inghiottire, ma in passato lo sperma finto, sui set, era “fatto in casa”. Una mistura di acqua, farina, e olii, ma, in caso di corpi di attrici da sperma ricoprire, inondare, allora era comune sapone liquido! Per le mani! A zero schiuma!
 
E non ci credete, quando gli attori porno di una volta dicono che loro, ai tempi loro, ce lo avevano duro di natura! È vero che i più grandi, le leggende (Pontello, Siffredi, Clark…) pornavano come natura comanda, e se lo indurivano solo con un lavoro di testa, ai tempi detto “fantasma": essi ricreavano nella loro mente immagini di donne per loro più arrapanti, anche solo un sedere, o un distinto tipo di seno, per rizzarselo a comando.
 
Ma tenete a mente che una volta il porno non era girato a ritmo forsennato, bensì di meno, e più lento: un attore aveva pause svariate, per farselo venire duro, impiegarlo, e mantenerlo. Sui set del passato c’erano le “fluffers”, ragazze non attrici, o attrici ma di terza fascia, pagate apposta per conservare “attivo” il pene del pornostar protagonista, durante le pause. Però attori che ricorrevano all’aiutino ci sono sempre stati: cosa diavolo era, sennò, quella roba chiamata “papaverina”?
 
porno vintage 3
E gli spray mantieni-erezione? Che certe volte te lo narcotizzavano? Ma punture e viagra non ce ne erano. Sono apparsi sui set da fine anni ′90, in poi. E, seppure oggi siano illegali, sui set, non prendiamoci in giro: come si fa ad impedire a un attore di assumere il viagra, prima di arrivare su un set, o di siringarselo, da sé? Il porno ha ufficialmente vietato viagra e punturine dal 2006.
 
Da quando un performer, su un set, assunta la pillola blu, si sentì male, svenne, venne portato in ospedale. Senza altre conseguenze. Ma denunciò il set, ottenendoci un grosso risarcimento. Per questo, da allora, è proibito usare aiutini chimici, sui set. I boss non vogliono grane. Ma nessuno può fermare un attore che assume qualcosa per sua decisione, atto, rischio, pericolo. Se poi si sente male, la punturina gli fa priapismo, lo portano di corsa all’ospedale, è sicuro, ma sono e affatto metaforicamente, grandissimi e dolorosissimi caz*i suoi.