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 2026  gennaio 17 Sabato calendario

Il Labour inglese vuole codificare l’islamofobia

Dove finisce la libertà di espressione e dove cominciano i discorsi d’odio? È un crinale scivoloso, sul quale il governo laburista britannico si è avventurato senza apparentemente pensare alle conseguenze (e forse con qualche motivazione politica nascosta). A Londra stanno lavorando a codificare l’«islamofobia», definita come ostilità ai musulmani basata sulla religione, l’etnia o l’aspetto esteriore, ed espressa in forma fisica, verbale, scritta oppure online. Ma non mancano le perplessità: un deciso intervento contro l’iniziativa è arrivato dalla baronessa Falkner, già presidente della Commissione per l’Eguaglianza e i Diritti umani, ma soprattutto lei stessa musulmana di origine pachistana. La baronessa ha fatto notare che esistono già leggi che proteggono da ogni tipo di discriminazione religiosa e dunque non si capisce perché all’Islam debba essere accordata una tutela particolare. Ma soprattutto, con un concetto così vago come quello di «ostilità», «è immediatamente evidente che questo diventerà un problema di libertà di parola e di controllo del pensiero». Sarà dunque proibita ogni critica della religione islamica? Come la mettiamo, fa notare la baronessa, con lo storico Tom Holland, che ha affermato che «l’Islam è indigeribile per le società secolari»? È ostilità islamofoba anche questa? O peggio, quando si è trattato di denunciare l’orrendo scandalo delle gang di pachistani che stupravano decine di migliaia di ragazzine bianche indifese, si poteva dire o no che erano portatori di una visione retrograda delle donne? Domande che richiedono una risposta.
Ma la realtà è che i laburisti, dopo la guerra a Gaza, hanno visto crollare i propri consensi nella comunità musulmana, loro tradizionale bacino elettorale, che li ha accusati di scarsa solidarietà con i palestinesi: e già in Parlamento sono stati eletti diversi deputati indipendenti islamici a spese dei laburisti. Per frenare questa emorragia, urge ingraziarsi i musulmani britannici: e cosa meglio di una legge che mette al bando la supposta «islamofobia»?