il Fatto Quotidiano, 16 gennaio 2026
Aeroporto di Firenze, anche l’Università è contraria all’ampliamento della pista
Sei ricorsi contro l’ampliamento dell’aeroporto di Firenze. Adesso anche quello dell’Università. Eppure Regione e Comune di Firenze vanno avanti a marce forzate. Sembra di leggere una notizia di qualche lustro fa, quando a sostenere l’ampliamento era un astro nascente del centrosinistra fiorentino e nazionale: Matteo Renzi. Invece, è notizia di ieri: sono cambiati i protagonisti, è stato fatto qualche ritocco al progetto, ma siamo sempre lì, il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani (Pd) e la sindaca di Firenze, Sara Funaro (Pd) spingono per la realizzazione della nuova pista di Firenze. Mentre i Comuni della Piana di Firenze – che sarebbero maggiormente interessati dal nuovo impianto – insieme con la Provincia di Prato, i comitati e le associazioni ambientaliste dicono “no” e presentano ricorsi al Tar. La novità più clamorosa, però, è che adesso anche l’Ateneo è sceso in campo presentando un suo ricorso.
Il primo progetto di ampliamento dell’aeroporto risale agli anni 90. Sono passati trent’anni di polemiche, corsi e ricorsi, via libera e bocciature. A metà novembre, però, dopo un anno e mezzo di istruttoria dal ministero è arrivata la Valutazione di impatto ambientale (Via) per il masterplan dell’aeroporto e c’è la possibilità concreta che i lavori partano. Per la gioia di chi sostiene che l’ampliamento della pista potrebbe aumentare i passeggeri da 3,5 a 5,8 milioni.
C’è, però, un nutrito schieramento che si oppone da decenni e ricorda che “si rischia praticamente di cancellare il Parco agricolo della Piana, le aree umide, le attività agricole e anche il polo universitario. Senza contare i rischi per l’assetto idrogeologico della zona”. Ancora: “C’è una sostanziale coincidenza tra i problemi del vecchio progetto e di quello attuale”. Già, e il masterplan precedente andò a sbattere contro le pronunce del Tar e del Consiglio di Stato. Da qui i ricorsi, tra l’altro, dei Comuni di Calenzano, Campi, Carmignano, Poggio a Caiano, Sesto e della Provincia di Prato. Nonché, appunto, dell’Università. Eppure la Regione tira dritto. Il presidente Giani usa parole molto dure: “Ci sono interessi particolari e i ricorsi degli enti locali, poco comprensibili, lo dimostrano”. Poi una sberla agli ambientalisti, che pure sono nella sua maggioranza: “Ci sono anche i ricorsi ideologici degli ambientalisti”. Giani non risparmia nemmeno l’Università, come riporta il Corriere Fiorentino: “Ha agito quasi come un soggetto politico”.