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 2026  gennaio 16 Venerdì calendario

Centri di detenzione, il boom in un anno "70 mila in prigione, molti senza reato"

Donald Trump è convinto di aver vinto le presidenziali del 2024 non solo grazie all’inflazione che l’Amministrazione Biden non è riuscita a tenere a bada; ma soprattutto sul tema dell’immigrazione sul quale ha promesso di sigillare i confini con il Messico; di restringere i visti d’ingresso per le persone provenienti dai Paesi definiti a rischio e dal cosiddetto Global South. Soprattutto agli americani Trump disse che avrebbe implementato il più grande piano di rimpatri mai pensato: nel mirino 11 milioni (la cifra è variabile poiché sono stime non dati ufficiali) di persone entrate negli Stati Uniti, di recente o molti anni fa, in modo illegale o rimasti qui nonostante il visto scaduto. La sua macchina governativa – guidata dall’ideologo Stephen Miller, vicecapo dello staff, da Kristi Noem, segretario alla Homeland Security (Dhs) e Tom Homan, zar dei confini – ha marciato a pieno regime dal giorno uno dell’insediamento forte di una raffica di ordini esecutivi siglati nelle prime settimane e poi dalla manna di 45 miliardi di dollari per espandere i centri di detenzione dell’Ice. L’Ice, acronimo di Immigration and Custom Enforcement, rientra sotto il comando del Dhs ed è l’agenzia federale preposta a rintracciare gli illegali, catturarli, e deportarli dopo il via libera – almeno in teoria – del giudice.
In 12 mesi Donald Trump ha realizzato il primo obiettivo: gli ingressi dal confine Sud sono quasi azzerati; portato avanti il secondo, restringendo i visti e togliendo la protezione temporanea a somali, haitiani, ucraini, afghani. Sono due elementi che poco hanno smosso l’opinione pubblico. Il terzo invece – le deportazioni – segnano un netto crollo della popolarità del presidente. Che però è rimasto totalmente indifferente a numeri e sondaggi. Gli investimenti per l’Ice sono stati ingenti, i risultati materia di scontro politico e matrice di disordini sociali. Si è iniziato in giugno a Los Angeles, si prosegue in queste ore a Minneapolis senza contare i disordini – ove gli agenti operano – a Portland, Memphis, Chicago. Il database dell’Ice offre una panoramica di quanto l’Amministrazione punti sulle deportazioni e di come praticamente porti avanti la sua agenda. In un anno gli arresti di immigrati «undocumented» è cresciuto drammaticamente tanto da risultare impossibile per i voli di rimpatrio tenere il passo. Così si è reso necessario detenere in strutture ad hoc i fermati.
Al 7 gennaio del 2026, ultima fotografia scattata dall’Ice, c’erano 69 mila persone detenute in attesa di via. Il piano di espansione dei centri detentivi ha portato quasi a raddoppiare le strutture: un anno fa erano 107 a fine dicembre sono salite a 212. L’obiettivo era poter arrivare ad ospitare contemporaneamente 107 mila immigrati illegali in attesa di foglio di via. Nel 2025 inoltre nei centri detentivi sono morti 32 immigrati, per trovare una cifra così alta bisogna risalire al 2004.
Alcune strutture sono nate da zero, ad esempio la diventata famosa Alligator Alcatraz nel cuore delle Everglades della Florida. Serpenti e alligatori sono gli abitanti della zona. Sono cresciuti i centri di Camp East in Montana, di Fort Bliss a El Paso. Spazi in disuso in aree militari sono stati convertiti in “dormitori” per gli illegali; e anche magazzini e depositi in zone remote hanno avuto identica conversione. L’America Immigration Council che monitora da vicino la situazione ha rivelato un dato impressionante: nei centri Ice il numero di detenuti privi di «storia criminale» è salito di quasi 2500%; è il 75% dei detenuti nota Austin Kocher, ricercatore della Syracuse University: «La crescita delle detenzioni negli ultimi 4 mesi è stata impressionante ed è stata alimentata quasi esclusivamente da immigrati privi di criminal record», cioè fedina penale. È un’affermazione che contrasta con la narrazione della Casa Bianca dove Karoline Leavitt, portavoce di Trump, anche ieri ha ripetuto che le operazioni dell’Ice sono esclusivamente volte a stanare «stupratori, spacciatori, e criminali».