Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2026  gennaio 16 Venerdì calendario

Vita da influencer, tante visualizzazioni e pochi soldi: quanto guadagnano davvero

Quando Serena Basso, in arte Babynickslife (130.000 follower su Instagram), ha scoperto che le aziende hanno budget per i social molto più alti di quanto immaginasse, ha cominciato a dire no ai baratti. “Ho iniziato a capire che le aziende hanno budget molto alti per i social, che probabilmente hanno sostituito in parte quelli per la pubblicità su altri canali”, racconta da Abu Dhabi, dove vive con la famiglia. Il suo percorso è iniziato quasi per caso, dopo il trasferimento negli Emirati Arabi.
"Lavoravo in Italia in un’agenzia che si occupava di marketing per una concessionaria. Quando sono arrivata qui, ho scoperto subito di essere incinta e quindi non ho cercato subito lavoro e ho iniziato a seguire dei corsi sull’uso dei social. Nel momento in cui è nato Nicolò ho provato un po’ per gioco a dedicargli una pagina Instagram”. Il successo è stato immediato: “In pochi mesi avevo 100.000 follower”. All’inizio arrivavano proposte di baratto: brand sconosciuti che offrivano prodotti in cambio di visibilità. “Mi mandavano prodotti in cambio di visibilità sul mio profilo. Non guadagnavo niente”.
La svolta è arrivata con un’azienda di pannolini e salviette per bambini emiratina che l’ha contattata come content creator: “Mi hanno contattato assicurandomi una cifra che abbiamo stabilito per un numero pattuito di post e stories. Producevo per loro foto e video che non andavano sulla mia pagina, ma sulle loro. Da lì mi si aperto un mondo”.Da quel momento, Serena ha iniziato a rifiutare i baratti e a contattare direttamente le aziende. “Nella mia giornata lavorativa dedico almeno mezz’ora per contattare le aziende”. Negli ultimi mesi ha spostato il focus dal bambino alla famiglia e alla casa: “Nonostante abbia perso tanti follower lavoro 10 volte più di prima. Concentrandosi sulla famiglia si aprono opportunità in qualsiasi settore: beauty, vestiti, casa, cose per l’uomo e per i bambini, viaggi”.
Oggi Serena guadagna attraverso tre canali: collaborazioni su Instagram, corsi sull’uso dei social e lavoro come content creator per aziende. Ma quanto guadagna esclusivamente con il profilo Babynickslife? “Se devo fare una media al momento sui 2.000-2.500 euro al mese”, spiega, riferendosi ai guadagni netti (teniamo però conto che ad Abu Dhabi la tassazione è molto più favorevole che in Italia, ndr). Anche Francesco Furlani, fotografo e videomaker con 445.000 follower su Instagram, ha documentato con trasparenza il suo viaggio in van a Capo Nord durato quattro mesi. I suoi guadagni si dividono in tre categorie: fotografia e videomaking (10.800 euro), sponsor (9.900 euro) e guadagni social (12.085 euro). Sul totale, “il 45% di tasse”, ha precisato, “per un netto rimanente di 21.998 euro”. Ma sottolinea che “il guadagno non è stato solo monetario: più di 200.000 persone mi hanno iniziato a seguire”. E questo, ovviamente, lo aiuterà a guadagnare ancora in futuro.
Eddy Balestri, in arte Eddy Beef, che ha mostrato ai suoi follower quanto ha guadagnato in quattro anni su TikTok: “4.659 euro” di monetizzazione diretta dalla piattaforma, a fronte di 500 milioni di visualizzazioni. “Una miseria”, ha commentato. “Con i social non si diventa ricchi, questo è poco ma sicuro”. Un video di Nicholas Mancini, più di 60mila follower su Instagram, sui Gratta e Vinci ha ottenuto 5,5 milioni di visualizzazioni: “Quanto pagano le visualizzazioni? 0 euro: Instagram non dà un centesimo”. Il vero guadagno è arrivato dai link di affiliazione: per esempio con l’app FreeCash, che permette di guadagnare un euro per ogni download tramite il proprio link, ha incassato 1.800 euro grazie a 1.800 download, più 300 euro guadagnati usando l’app personalmente.
Un mercato che cambia voltoSecondo lo studio Creator Economy 2025, realizzato su circa 800 creator europei con più di 5000 follower e almeno una collaborazione all’attivo con un brand negli ultimi 12 mesi da Kolsquare, azienda francese specializzata in influencer marketing, nel nostro Paese il 74% dei creator dichiara di guadagnare meno di 5mila euro al mese e il 35% resta sotto i 1.000 euro, mentre solo il 13% si assicura oltre 5mila euro al mese.Il listino DeRev sui guadagni degli influencer in Italia (luglio 2025), che ha analizzato circa cinquemila profili di influencer e creator italiani tra giugno 2024 e giugno 2025, racconta una storia di assestamento. Il mercato dell’influencer marketing in Italia continua a crescere – il 2024 si è chiuso con 370 milioni di euro di giro d’affari, in aumento del 6,32% rispetto all’anno precedente, con previsioni di raggiungere 385 milioni nel 2025 – ma i compensi individuali sono in calo.
Su Facebook i guadagni diminuiscono del 5,5%, su YouTube del 6,55%, su TikTok del 2,03%. Solo Instagram rimane stabile con un marginale +0,43%. È il mercato post Pandoro-gate, dove il pubblico è diventato più consapevole e diffidente verso i grandi nomi, preferendo i creator di nicchia.Le Celebrity con oltre 1 milione di follower vedono i propri compensi scendere drasticamente: -19,2% su Instagram e -15% su YouTube. Al contrario, crescono le categorie intermedie. I Mid-Tier influencer – tra 50.000 e 500.000 follower – registrano aumenti dell’8,3% su Instagram e del 13,3% su TikTok, mentre i Micro influencer su Instagram guadagnano il 33% in più rispetto al 2024. Anche i Macro si rafforzano su TikTok (+6,2%) e YouTube (+5%). Soffrono invece i Nano influencer (5.000-10.000 follower): -11% su Instagram, -16,7% su TikTok, -12,5% su YouTube. La ragione? Una concorrenza sempre più affollata che riduce il valore economico dei singoli profili. I settori che trainano il mercato sono Fashion & Beauty (26% del totale), Food & Beverage (18,2%), Gaming & Tech (15%) e Travel & Lifestyle (12,5%).

Quando il social non paga (o paga pochissimo)La realtà è che le piattaforme social, con poche eccezioni, non rappresentano una fonte diretta di guadagno. Instagram non offre alcuna monetizzazione per i contenuti pubblicati. Il vero denaro arriva dalle collaborazioni con i brand, dalle affiliazioni, dal personal branding. TikTok ha un Creator Fund che paga cifre irrisorie, come dimostra l’esperienza di Eddy Beef. Su TikTok la monetizzazione più efficace non arriva dal Creator Fund, ma dalle dirette dove gli utenti inviano regali virtuali convertibili in denaro e, soprattutto, dalle sponsorizzazioni dei brand e dai link di affiliazione. YouTube rimane il social che meglio remunera direttamente i creator grazie alla pubblicità integrata, con compensi significativamente superiori agli altri social. YouTube paga in modo variabile, mediamente tra 0,25 e 4 euro ogni 1.000 visualizzazioni, ma i guadagni dipendono dalla nicchia (finanza e tech, per esempio, pagano di più), dal Paese degli spettatori, dalla durata dei video e dall’efficacia della monetizzazione. YouTube trattiene il 45% dei ricavi pubblicitari (il creator riceve il 55% dei ricavi netti), con una stima di circa 2-5 euro per 1000 visualizzazioni per i canali standard, ma può arrivare a cifre più alte per nicchie specifiche.
OnlyFans rappresenta l’unica grande piattaforma a offrire monetizzazione completamente diretta, senza intermediari. Ma i numeri raccontano una realtà diversa dal mito: secondo dati di settore, il guadagno medio sulla piattaforma si aggira intorno ai 1.300 dollari annui, circa 100 dollari al mese. Il grosso dei ricavi va all’1% dei creator, mentre nello 0,1% superiore si superano i 700.000 dollari annui.