Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2026  gennaio 16 Venerdì calendario

I data center per l’IA consumano troppo: il piano di Trump per far pagare a Big Tech nuove centrali

L’IA gonfia gli scambi a Wall Street e spinge il Pil. Ma i data center necessari ad elaborare e addestrare i super-modelli consumano un’energia enorme, che nel 2030 raggiungerà il suo picco e intanto fa correre al rialzo i prezzi delle bollette. Per questo l’amministrazione Trump ora corre ai ripari e pensa di far pagare i costi alle Big Tech, cercando però di non tirare il feno agli investimenti.
La lotta all’aumento dei prezzi è stata uno dei cavalli di battaglia di Donald Trump durante la campagna elettorale contro l’uscente Biden. Ma nei 12 mesi successivi l’inflazione ha galoppato registrando rialzi ogni mese in un range tra il 2,3 e il 3%. Sopra l’obiettivo del 2% della Federal reserve, che per questo ha frenato il taglio dei tassi d’interesse e a cascata è stato motivo di un irrituale e scomposto scontro tra la Casa Bianca e la banca centrale americana.
La questione rimane sul tavolo del presidente, soprattutto quest’anno in cui alle midterm di novembre si gioca il controllo del Congresso. E si scontra con un altro pilastro della presidenza trumpiana, la spinta sugli accordi commerciali – in gran parte raggiunti dopo minaccia di dazi o altre misure. L’accordo a ogni costo, il Deal baby, deal, trova proprio nell’IA terreno fertile, con gli investimenti multi-miliardari delle Big Tech. Ma i data center, i motori che alimentano i flussi di calcolo e archiviano l’enorme quantità di dati sono fortemente energivori.
Per evitare che i consumi delle nuove infrastrutture facciano correre troppo i contatori anche per i consumatori comuni, la Casa Bianca insieme ad alcuni Stati del Nord-Est (Pennsylvania, Ohio, Virginia tra gli altri) è intenzionata a correre ai ripari. Come anticipato da Bloomberg, firmeranno un’intesa per promuovere un’asta per la costruzione di nuovi impianti, in grado di soddisfare la crescente richiesta di energia. Le aziende tecnologiche si vincolerebbero al pagamento di un contratto per la durata di 15 anni. Che garantirebbe le risorse necessarie alla costruzione di nuove centrali elettriche. E anche a “calmierare” i prezzi in un mercato per sua natura altamente volatile, con l’obiettivo di tenere a freno i costi in bolletta. L’asta porterebbe a contratti a sostegno della costruzione di nuove centrali elettriche per un valore di circa 15 miliardi di dollari, ha affermato un funzionario della Casa Bianca a Bloomberg. Sarebbe riservata solo alle aziende che realizzano o sfruttano data center e dovrebbe essere organizzata entro settembre.