repubblica.it, 16 gennaio 2026
Berlino restituisce a Parigi parti dell’Arazzo di Bayeux sottratte da uno studioso nazista nel 1941
Due minuscoli frammenti dell’Arazzo di Bayeux, il celeberrimo telo medievale custodito in Normandia che racconta le gesta di Guglielmo il Conquistatore, sono stati restituiti alla Francia. In piena Seconda guerra mondiale, durante l’occupazione nazista della Francia, i lembi del magnifico ricamo erano stati prelevati da uno studioso tedesco, Karl Schlabow, e portati in Germania. Il regime di Hitler aveva incaricato il ricercatore di studiare l’arazzo per approfondire le deliranti tesi sull’origine della “razza ariana”. Lo studio non era mai stato pubblicato, i frammenti erano stati poi inghiotti dall’oblio.
Per un puro caso, quelle preziose porzioni di lino sono state poi rinvenute nel 2023 nel lascito di Schlabow, morto trentanove anni prima. E grazie alla meticolosa etichettatura dello scienziato nazista e ad altri documenti sono state attribuite al capolavoro francese dell’XI secolo. La “Tapisserie di Bayeux”, una tela di epoca romanica lunga 70 metri e miracolosamente integra – al netto dei furti -, narra la battaglia di Hastings che segnò la conquista normanna dell’Inghilterra ed è considerata da sempre una testimonianza eccezionale di quella leggendaria vittoria del 1066 del futuro re Guglielmo.
Non è la prima volta che un frammento della “tapisserie” è stato sottratto all’originale e poi restituito alla Francia. Nel 1816 Charles Stothard, artista inglese che era stato spedito in Normandia per realizzare una copia dell’arazzo ne tagliò un pezzo, addirittura ricamato, e se lo portò via. Nel 1872 il South Kensington Museum di Londra (l’odierno Victoria and Albert) lo riconsegnò a Bayeux.
I due frammenti dell’arazzo – non ricamati – che erano finiti invece nelle mani dei nazisti sono state restituite il 14 gennaio al museo Bayeux dal direttore degli archivi dello Schleswig-Holstein, Rainer Hering. “Per noi è chiaro – ha dichiarato – che quei pezzi di tessuto prelevati dai nazisti da 85 anni avrebbero dovuti essere restituiti alla Francia”.