Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2026  gennaio 16 Venerdì calendario

Sigarette, al via i rincari: le Marlboro a 6,80 euro a pacchetto, per lo Stato entrate aggiuntive per 900 milioni

Partono i primi rincari delle sigarette decisi dal governo nella manovra: a partire da quest’anno e sino al 2028 i prezzi saliranno gradualmente come riflesso dell’incremento delle accise sul tabacco. Da domani in particolare ci saranno aumenti fino a 30 centesimi per il gruppo Philip Morris. Così, per esempio, le Marlboro arriveranno a 6,80 euro a pacchetto e saliranno anche i prezzi di Chesterfield, Merit, Diana e Muratti. 

Nei prossimi giorni, poi, i Monopoli aggiorneranno i listini anche delle altre marche. Aumenteranno anche sigari e tabacco trinciato e le sigarette elettroniche. Assoutenti spiega che il coefficiente per i prodotti da inalazione senza combustione costituiti da sostanze liquide contenenti nicotina è stabilito pari al 18% per l’anno 2026, al 20% per il 2027 e al 22% a partire dal 2028. Invece, per i prodotti da inalazione senza combustione costituiti da sostanze liquide senza nicotina è previsto nella seguente misura: 13% per l’anno 2026; 15% per l’anno 2027; 17% per l’anno 2028. Resta invece per ora ferma la tassazione sul tabacco «riscaldato», su cui stanno investendo i big di settore. 

Dai rincari il governo si attende nel 2026 almeno 900 milioni di gettito, aggiuntivo rispetto ai 15 miliardi di entrate già garantiti dalle attuali tasse sulle «bionde». L’aumento delle accise approvato in manovra è comunque più basso a quanto ipotizzato in fase di discussione della Legge di Bilancio. E di gran lunga inferiore dell’incremento di 5 euro a pacchetto che, secondo l’associazione degli oncologi, servirebbe non solo a disincentivare un’abitudine nociva, ma anche a pagare il costo sociale, in termini di cure sanitarie, del fumo.