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 2026  gennaio 16 Venerdì calendario

Le città a 30 all’ora potrebbero far diminuire i prezzi delle auto. Ma aumenta davvero la sicurezza?

Dal 15 gennaio il centro di Roma si è trasformato in una grande zona dove si viaggia senza superare i 30 chilometri orari di velocità. Una decisione che ha seguito le scelte di altre città, prima tra tutte Bologna, che il 16 gennaio 2024 ha sancito, tra le polemiche anche della politica, che alcune zone sarebbero state ad «andamento lento». Anche Milano ci ha pensato: nel 2023 il Consiglio Comunale ha votato l’estensione del limite dei 30 chilometri orari su molte strade cittadine, mentre a Torino le cosiddette «zone 30» hanno interessato la quasi totalità dei controviali e crescono giorno dopo giorno.
Dopo i primi viaggi a velocità ridotta, che cosa raccontano i dati sugli incidenti, sulla sicurezza e sull’inquinamento di queste zone? A un anno dall’introduzione della normativa, a Bologna gli incidenti stradali sono dimezzati, c’è stato un calo dei feriti dell’11%, il traffico è diminuito del 5%, i pedoni investiti sono stati il 16% in meno (per la prima volta in 30 anni, nessun pedone è stato ucciso nel 2024) e l’inquinamento prodotto dalla circolazione dei veicoli si è abbassato del 29%. I dati nazionali diffusi dall’Istat mostrano che ridurre anche solo di 10 chilometri orari la velocità in città comporta una diminuzione fino al 20% degli incidenti e un risparmio di emissioni inquinanti dell’8%.
Il fenomeno non è solo italiano, anzi. Con le nuove disposizioni sulla velocità a Bruxelles gli infortuni gravi derivanti da incidenti stradali si sono ridotti del 37%, gli incidenti del 10%, mentre a Parigi gli scontri con lesioni hanno visto un calo del 25%, mentre quelli mortali sono diminuiti del 40%. A Zurigo i decessi per incidente stradale sono diminuiti nelle zone 30 del 25%. Leggendo questi dati la proporzionalità diretta tra riduzione della velocità e calo degli incidenti appare un fatto. La ragione è molto semplice: in caso di pericolo si ha più tempo per reagire e si riesce a frenare prima. I benefici di tutto ciò si sentono anche con le orecchie: a Parigi, ad esempio, il rumore medio di un’auto su strada in una zona 30 può calare fino a 2 decibel.

Le nuove regole, che vedranno sempre più città rallentare, potrebbero cambiare il panorama automobilistico del futuro e addirittura contribuire all’abbassamento dei prezzi delle auto, cresciuti tra il 40 e il 50% negli ultimi 10 anni. Da tempo i costruttori automobilistici lamentano un’eccessiva quantità di sistemi di assistenza alla guida sulle loro vetture, un obbligo vigente dal 7 luglio 2024 e che provoca la crescita dei prezzi. Lo stesso vale per i dispositivi per la riduzione delle emissioni. Ma, se le vetture fossero costruite per rispettare i limiti di velocità molte di queste tecnologie sarebbero superflue, con effetti diretti sui prezzi. A pensarla così è anche l’industria. Olivier François, Ceo di Fiat che ha proposto di creare una nuova categoria di auto dedicate alla città: «Bisognerebbe tornare alle citycar di un tempo. Più piccole, più spartane e più economiche. Ma per farlo abbiamo bisogno di rinunciare a certi sistemi di assistenza alla guida costosissimi e inutili per la città. L’ideale sarebbe un veicolo fatto in Italia lungo 3,5 metri e che si aggiungerebbe alla nostra gamma di vetture», spiega il manager. Insomma, meglio ridurre tout-court le prestazioni e abbassare i listini, oppure viaggiare su vetture supersoniche che non dovrebbero in ogni caso superare i limiti di velocità?