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 2026  gennaio 16 Venerdì calendario

Milano, gli affitti restano i più alti d’Italia ma ci sono segnali di rallentamento: ecco i quartieri dove i canoni sono in discesa

Tra chi intende comprare una casa e chi la cerca in affitto c’è una differenza fondamentale. Per comprare si impiegano i risparmi e in questi anni di famiglie che hanno aumentato a dismisura il loro capitale ce ne sono molte: solo a Milano ci sarebbero 115mila residenti con un patrimonio di oltre un milione di euro, ovvero un milanese su 12 o se si preferisce una famiglia su 6; se a questi si aggiungono gli investitori che vengono da fuori città o addirittura dall’estero si comprende perché almeno per le abitazioni all’interno delle Mura spagnole o per le case nuove la domanda rimanga estremamente vivace nonostante prezzi che all’interno della Ztl partono da 10mila euro al metro quadrato. 
Questo non vuol dire necessariamente che si voglia comprare qualsiasi cosa a qualsiasi costo. L’articolo del Corriere sul seminterrato di 95 metri quadrati in vendita a 595mila euro ha suscitato una vasta eco lo scorso ottobre. Per la cronaca l’annuncio è ancora lì, a dimostrare che in genere i ricchi non sono ingenui.
Per gli affitti il discorso è diverso; essendo legati agli stipendi, che ahinoi continuano a non crescere, oltre certi limiti non possono salire. Anzi, il limite è stato evidentemente superato perché si moltiplicano i segnali di una diminuzione delle pretese delle proprietà, complice anche la maggiore disponibilità in offerta. 
Un’impressione corroborata dai dati recentemente resi noti da idealista.it.  La nostra città resta senza confronti la più cara d’Italia, con una media di 22,8 euro al metro quadrato al mese: tradotto significa per tre locali 1.800 euro più spese, una cifra comunque improponibile per molti di coloro che svolgono lavori di pubblica utilità (e Milano comincia a pagarne il conto). 
Ci sono però netti segnali di rallentamento. Il consuntivo 2025 segnala per i canoni un calo del 2,3%, con un’accelerazione nell’ultima parte dell’anno: infatti nel quarto trimestre la variazione tendenziale è ammontata a -3,1%.
«Oggi- rimarca Vincenzo De Tommaso, a capo dell’Ufficio studi di Idealista- ci troviamo in una fase di maggiore equilibrio, in cui a una domanda ancora presente ma più selettiva si affiancano vincoli crescenti sulla capacità di spesa degli inquilini, anche a causa dell’aumento generalizzato del costo della vita». 
Guardando al territorio comunale, dei 17 distretti milanesi monitorati da «idealista», solo 5 registrano aumenti dei canoni, mentre 11 evidenziano una flessione e uno rimane stabile. L’incremento più marcato si osserva a Baggio (+8,4%), seguito da San Siro-Trenno-Figino (+4,8%) e Certosa (+3,3%), ma si tratta anche delle zone con i canoni più bassi; rialzi più contenuti interessano Comasina-Bicocca (+0,6%) e Cermenate-Missaglia (+0,1%). I ribassi più marcati si registrano nelle zone centrali e semi-centrali, con Forlanini (-5,4%), Vigentino-Ripamonti (-4,3%), Centro Storico (-4%) e Garibaldi-Porta Venezia (-3,2%).

Il Centro Storico rimane il quartiere più costoso (33,8 euro al metro quadrato per anno), seguito da Garibaldi-Porta Venezia (25,8 euro), Navigli-Bocconi (25 euro) e Fiera-De Angeli (24 euro). I canoni più contenuti si registrano a Baggio (16,9 euro)
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Anche la provincia di Milano mostra segnali di rallentamento. Secondo l’analisi di «idealista», i canoni di locazione registrano un calo annuo del 2,5%, con -3,7% nel quarto trimestre 2025.
 
Dei 12 Comuni monitorati, 7 registrano aumenti e 5 mostrano cali. Tra i rialzi più significativi spiccano Abbiategrasso (9,2%), San Giuliano Milanese (5,9%), Legnano (4,6%) e Rho (3,5%), seguiti da Segrate (2,1%), San Donato Milanese (1,7%) e Cologno Monzese (0,1%). Le flessioni più marcate si osservano invece a Corsico (-12,2%), Cinisello Balsamo (-6,8%) e Cernusco sul Naviglio (-3,5%).

In termini di prezzi assoluti, Segrate resta il comune più caro della provincia (16,5 euro), mentre Legnano si conferma il più conveniente (11,6 euro).