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 2026  gennaio 16 Venerdì calendario

La nuova guerra dei chip. Gli Usa alzano i dazi: 25%

Si riaccende la guerra dei dazi tra Cina e Stati Uniti, quantomeno nel comparto dei chip ad alte prestazioni. Ieri il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha deciso l’introduzione di dazi del 25% su alcuni chip avanzati utilizzati per il calcolo, come il processore di intelligenza artificiale Nvidia H200 e un semiconduttore simile di Amd, denominato MI325X.
Il documento che regola la materia diffuso dalla Casa Bianca giustifica l’intervento in nome di non meglio precisate preoccupazioni per la sicurezza nazionale. La misura rientrerebbe in realtà in uno sforzo più ampio dell’amministrazione Usa volto a creare incentivi per i produttori di chip affinché realizzino più semiconduttori negli Stati Uniti e per ridurre la dipendenza dai produttori di chip in aree a potenziale elevato di rischio geopolitico come Taiwan. I nuovi dazi non si applicheranno peraltro ai chip importati per la costruzione di nuovi data center negli Usa, per le startup e per le applicazioni consumer non destinate ai data center. Saranno esentate anche le applicazioni industriali civili non legate ai data center e le applicazioni del settore pubblico. Secondo informazioni diffuse dalla Casa Bianca, il presidente Trump potrebbe inoltre imporre in futuro dazi più elevati sui semiconduttori e i loro prodotti derivati per incentivare la produzione nazionale. Già in passato Trump ha minacciato di introdurre tariffe all’importazione fino al 100% ma ha contemporaneamente offerto esenzioni alle imprese che si impegnano ad aumentare la produzione all’interno degli Stati Uniti. Per questo all’inizio dello scorso anno Nvidia si è impegnata ad investire 500 miliardi di dollari nei prossimi 4 anni per produrre i suoi chip negli Stati Uniti, mentre la taiwanese Tsmc ha costruito nuovi impianti in Arizona in attuazione di un piano che prevede investimenti per 165 miliardi di dollari. Il nuovo impianto di Tsmc ha iniziato la sua attività lo scorso ottobre. Tuttavia la stragrande maggioranza dei chip più evoluti sono tuttora prodotti a Taiwan e da qui vengono inviati ad altre destinazioni. Nvidia ha accolto favorevolmente la decisione della Casa Bianca dichiarando che le politiche di Trump «danno una spinta importante a favore dell’America». Amd si è limitata a sottolineare che ha sempre rispettato tutte le leggi e le politiche di esportazione decise dagli Usa. La Casa Bianca ha inoltre reso pubblici i risultati di una ricerca sui materiali di importanza strategica, concludendo che la dipendenza dall’importazione costituisce una minaccia alla sicurezza del Paese. Per questo il segretario al commercio Howard Lutnick è stato autorizzato a negoziare con i partner commerciali.