il Fatto Quotidiano, 15 gennaio 2026
Fluorsid, nel 2019 patteggiarono 23 mesi per disastro ambientale: nessuna bonifica
Accusati di disastro ambientale, inquinamento e smaltimento illegale di rifiuti undici fra dirigenti, funzionari e collaboratori della Fluorsid di Macchiareddu, vicino Cagliari, l’azienda che fa capo a Tommaso Giulini, se la cavarono grazie al patteggiamento: 23 mesi di reclusione sospesi dalla condizionale, mentre la posizione del padrone del Cagliari calcio venne archiviata perché nel periodo esaminato dal pm Marco Cocco non rivestiva incarichi sociali. La sentenza del tribunale risale al 25 giugno 2019 e i vertici Fluorsid assunsero l’impegno formale davanti al giudice Giampaolo Casula di accollarsi il ripristino dei luoghi, come dire 22 milioni in bonifiche ambientali che avrebbero dovuto risanare un territorio devastato da un’attività industriale condotta, come accertò il Corpo Forestale, senza alcun controllo. A distanza di sei anni e mezzo, quell’impegno è stato eluso: alcuni fra i dirigenti responsabili del disastro ricoprono ancora ruoli di rilievo nell’azienda, ma nessun intervento è stato avviato, tutto è rimasto come ai tempi dell’inchiesta giudiziaria. L’azienda ha presentato un progetto di risanamento che il ministero dell’Ambiente ha bocciato, tanto è bastato perché nulla si muovesse. La sola novità è che la Procura di Cagliari ha aperto due inchieste affidate al pm Rossella Spano che riguardano il mancato ripristino dell’area e le mancate diffide da parte dei comuni di Assemini, Uta e Monastir, sui quali ricade il compendio industriale danneggiato, che avrebbero dovuto premere sulla Fluorsid, oggi amministrata da Giulini, perché venissero avviati gli interventi di risanamento. Già a febbraio 2023 e ancora nell’estate successiva, il commissario del Corpo Forestale, Fabrizio Madeddu, aveva informato la Procura, il ministero e i comuni interessati di una situazione evidente: a quattro anni dalla sentenza, a Macchiareddu nessuno aveva fatto nulla per rimediare a un disastro senza precedenti, con interi autocarri sepolti, scorie e polveri di fluorite ovunque, il piano di campagna elevato artificialmente per nascondere gli scarti industriali, il suolo gravemente contaminato e danni accertati alla salute di chi abita nella zona e agli animali domestici e di allevamento. Lo scorso 11 gennaio è stato il programma Report a denunciare ancora una volta l’incredibile stato dell’area attorno alla Fluorsid.