il Fatto Quotidiano, 15 gennaio 2026
Nordio, sei tutti noi
Dio e Bacco ci conservino Nordio in buona salute, perché la campagna del No ha tanto bisogno di lui. Ogni volta che apre bocca, migliaia di elettori del Sì cambiano idea. Ora per fortuna ha pure scritto un libro e va in giro a presentarlo, quindi straparla anche più di prima. Ieri ha dichiarato che la sua schiforma “interviene perché il Csm non caccia i magistrati inadeguati”. Stava quasi per cazziare il ministro titolare dell’azione disciplinare che dovrebbe scovarli col suo Ispettorato e invece li lascia impuniti. Ma una badante pietosa deve avergli ricordato che il ministro è lui. Il Csm, fra il 2023 e il 2025, ha emesso 194 sentenze disciplinari: 80 di condanna (41%), 91 di assoluzione (47%), 23 di archiviazione (12%). Una media di condanne altissima, mai vista in altre categorie professionali (gli avvocati ne hanno un quinto) né tra le toghe degli altri paesi Ue. Nell’ultimo decennio è stato punito in media lo 0,5% dei magistrati l’anno, contro lo 0,2 della Spagna lo 0,2 e lo 0,1 della Francia. E non grazie a Nordio, che l’azione disciplinare contro il presunto esercito di “inadeguati” non la esercita quasi mai; ma al Pg della Cassazione. Iuei 194 procedimenti definiti dall’attuale Csm sono partiti per il 67% dal Pg e solo per il 33% da Nordio. Si dirà: ma il 47% degli incolpati il Csm li ha assolti. Sì, ma solo in primo grado. Contro le assoluzioni che ritengono ingiuste, il ministro e il Pg devono fare appello in Cassazione. Volete ridere? Nordio blatera contro il lassismo del Csm, ma le assoluzioni non le impugna quasi mai. Nel 2023 ne ha appellata una sola (il Pg invece 15), nel 2024 due (il Pg 22) e nel 2025 altre due (il Pg 20). Quindi, per Nordio, erano ingiuste solo 5 assoluzioni: per il Pg, 57. Cioè il Pg – magistrato requirente – è cinque volte più severo coi suoi colleghi rispetto al ministro che strilla contro gli “inadeguati” salvati dal Csm mentre li salva lui. Genio.
E non è mica finita. Sempre più generoso con le ragioni del No, il Guardagingilli annuncia che, se vincerà il Sì, lui avrà mano libera per radere al suolo quel poco di giustizia penale che gli è sopravvissuto. Comincerà smantellando il trojan, che purtroppo svela tanti delitti, caso Palamara incluso. Quindi è “una barbarie”. Ma solo per la corruzione e gli altri reati dei colletti bianchi. Infatti è stato “il delirio moralistico di un Parlamento semi-giacobino” a estendere l’uso del trojan alle tangenti: “con il risultato che oggi, se un pm ravvisa l’ipotesi anche di una modestissima mazzetta, può usare questo meccanismo diabolico”. Resta da capire a quanto ammonti, nel personale Tangentometro di Nordio, una “modestissima mazzetta”. Ma questa dev’essere la prossima riforma: la modica quantità di mazzette consentita per uso personale.