Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2026  gennaio 15 Giovedì calendario

Portogallo al voto, tra i favoriti il leader di estrema destra Ventura che attacca gli “zingari”

Undici candidati, cinque favoriti strettissimi nei sondaggi due dei quali molto probabilmente usciranno vincitori di misura dal voto di domenica 18 e arriveranno al ballottaggio dell’8 febbraio. Solo allora, secondo quanto riportano le intenzioni di voto, il Portogallo conoscerà il nome del suo nuovo presidente della Repubblica che prenderà il posto dell’attuale capo di stato Marcelo Rebelo de Sousa.
Ventura tra i favoriti
Quasi sicuramente tra i due nomi al ballottaggio ci sarà quello di André Ventura, la stella in ascesa dell’estrema destra a capo del partito Chega, diventato il secondo più grande del Parlamento portoghese.
Per inquadrare la sua campagna basta citare la polemica sui cartelloni elettorali: un tribunale è dovuto intervenire per vietarne l’affissione giudicandoli discriminatori. “Gli zingari devono rispettare la legge”, era il testo che li accompagnava. Restano affissi invece gli altri, con il principale slogan della sua campagna, ovvero “Gli immigrati non possono vivere di sussidi”.
I sondaggi delle presidenziali portoghesi
Il sondaggio pubblicato ieri dal centro Cesop dell’Università Cattolica portoghese per i media Rtp, Antena 1 e Pùblico dà Ventura al primo posto al 24%. Dietro di lui, con il 23%, il candidato del Partito socialista Antònio Josè Seguro.
E se la politica bipartitica è rappresentata nella cinquina anche dal candidato del partito Social Democratico di centro-destra Luís Marques Mendes (sceso al 14% dopo un’iniziale favore nei sondaggi), le altre sorprese delle presidenziali portoghesi sono il liberale João Cotrim de Figueiredo e l’indipendente Henrique Gouveia e Melo.
Il liberale Cotrim de Figueiredo
Eurodeputato sostenuto da Iniziativa Liberale (Renew Europe), il primo è in risalita (19%) nonostante lo scandalo che lo ha investito in piena campagna dopo che una sua ex assistente parlamentare 30enne lo ha accusato di molestie sessuali. Accusa che l’interessato ha respinto promettendo una denuncia.
L’ammiraglio Gouveia e Melo
Il secondo, che si presenta senza l’appoggio di nessun partito, è stato per mesi al primo posto nei sondaggi per poi cadere al 14%, ma resta l’imprevisto che potrebbe cambiare le carte di domenica. Ex capo di Stato maggiore della Marina, l’ammiraglio Gouveia e Melo è rimasto nel cuore dei portoghesi per aver condotto la battaglia contro il Covid, guidando la campagna nazionale per la vaccinazione, e porta con sé quell’immaginario da condottiero che il Portogallo non smette di guardare con saudade.
Difficile prevedere chi la spunterà anche perché tra gli 11 milioni che andranno alle urne domenica la percentuale di indecisi che dichiara di poter cambiare idea di voto all’ultimo è alta. Come per le ultime legislative, che hanno riconfermato il premier di centro-destra Luís Montenegro – pur segnando l’ascesa dell’estrema destra e il tonfo dei socialisti – a fare da ago della bilancia potrebbe essere anche stavolta il tasso di assenteismo.
Niente da festeggiare ancora per Ventura dunque perché pur avendo quasi garantito uno dei due posti al ballottaggio, su di lui – il cui vero obiettivo è quello di utilizzare il test delle presidenziali per avvicinarsi a diventare premier – gli analisti politici sono certi: al secondo turno non avrà alcuna chance di vittoria.
In Portogallo, il presidente è per lo più una figura simbolica senza poteri esecutivi il cui ruolo è quello di rimanere al di sopra delle contese politiche, mediare le dispute e ridurre le tensioni. Tuttavia, il presidente può porre il veto alle leggi approvate dal Parlamento – come è accaduto nel 2021 con Rebelo de Sousa e la legge sull’eutanasia – anche se il veto può essere superato, oltre a sciogliere il Parlamento e indire elezioni anticipate.