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 2026  gennaio 15 Giovedì calendario

Scudo penale agli agenti e stretta sui reati minorili, accordo sul dl Sicurezza

La maggioranza ha trovato la quadra sulla sicurezza e ha definito due provvedimenti: un decreto legge, dedicato a disposizioni urgenti per il potenziamento operativo e organizzativo del Viminale e delle forze di polizia, e un corposo disegno di legge di 40 articoli sui temi della sicurezza pubblica, immigrazione e protezione internazionale e funzionalità delle forze dell’ordine.
Nel testo ci sono le norme antimaranza e il divieto di portare (e di vendere ai minori) coltelli e “armi improprie”. C’è il pugno di ferro sulla violenza giovanile, con misure che possono essere adottate anche per i dodicenni e le multe per i genitori che non li controllano. C’è un’ulteriore stretta alle manifestazioni con l’istituzione del fermo di prevenzione fino a dodici ore per persone ritenute potenzialmente pericolose e l’aggravante per chi è a volto coperto. E c’è il tanto atteso scudo penale per le forze dell’ordine con la non iscrizione automatica nel registro degli indagati per chi agisce nell’adempimento di un dovere o con l’uso legittimo delle armi (norma però che vale non solo per chi indossa una divisa ma per tutti i cittadini che dovessero commettere un reato con una causa di giustificazione). E, naturalmente, ci sono i tante volte annunciati provvedimenti anti immigrazione per limitare ulteriormente i ricongiungimenti familiari, rendere esecutive le espulsioni di chi riceve un foglio di via ma anche una nuova norma anti Ong con la possibilità di disporre l’interdizione temporanea delle acque territoriali per ragioni di sicurezza nazionale e la possibilità di portare in Paesi terzi i migranti a bordo. Insomma, una sorta di tentativo di riedizione di un blocco navale alla soglia delle dodici miglia dalle coste italiane con la possibilità di riempire i centri in Albania di quei migranti che, prima o dopo, da quelle navi dovranno scendere.
Il decreto legge entro la fine del mese dovrebbe arrivare in Cdm. Le prime norme mirano a potenziare la sicurezza urbana dopo l’allarme sociale provocato dalle ripetute aggressioni degli ultimi mesi. Da qui la possibilità per i prefetti di istituire nuove zone rosse (oggi previste solo in casi eccezionali), l’installazione di nuovi sistemi di videosorveglianza, il potenziamento dei presìdi territoriali della Polizia. Nella bozza previste anche aggravanti per delitti non colposi «commessi contro giornalisti o direttori di testate».
Il governo prova poi ad incidere sull’effettività delle espulsioni degli immigrati irregolari: innanzitutto con il trattenimento in attesa delle espulsioni che d’ora in poi diventerà norma di rango primario. E chi ignorerà il primo foglio di via consegnatogli dal questore, alla seconda volta verrà rimpatriato direttamente. Ma è nel capo del disegno di legge dedicato all’immigrazione che il governo chiederà al Parlamento un’ulteriore stretta mirando a tenere lontano dai porti italiani la flotta umanitaria e ad accelerare espulsioni e rimpatri. La parola d’ordine è sicurezza nazionale. Basterà questa motivazione per interdire fino a sei mesi l’ingresso nelle acque territoriali di navi che potrà essere disposta dal Cdm in caso di minaccia di infiltrazioni terroristiche ma anche di particolare pressione migratoria. Le persone a bordo – si legge nella norma – potranno essere condotte in strutture dedicate in Paesi terzi fino al rimpatrio. In altre parole un nuovo strumento per far ripartire i centri in Albania. E poi una sfilza di norme che puntano a espellere chiunque abbia una condanna «delimitando i confini del sindacato del giudice nella convalida».
E ancora le norme antimaranza, con l’inasprimento delle pene e l’arresto in flagranza differita per il furto in abitazione e l’ampliamento dei reati per i quali l’ammonimento del questore potrà raggiungere anche i dodicenni. I genitori risponderanno per atti persecutori o di cyberbullismo con multe fino a mille euro.