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 2026  gennaio 15 Giovedì calendario

Il governo Trump alza la tensione: “Immunità all’Ice contro gli attivisti di sinistra”

Quello che fino a pochi giorni fa sembrava un inquietante sospetto, è diventato un segnale chiaro dell’erosione della democrazia americana: il governo Trump considera gli agenti dell’Ice e del Border Patrol come la milizia Maga, e governatori, sindaci e attivisti di sinistra i nemici da colpire. Con un post pubblicato sul proprio account social, il dipartimento della Sicurezza interna ha rilanciato le parole pronunciate dal consigliere di Donald Trump e vicecapo di gabinetto Stephen Miller, che durante un intervento a Fox News si è rivolto a «tutti gli agenti Ice» con un messaggio chiaro: «Avete l’immunità federale nello svolgimento delle vostre funzioni. Chiunque vi metta le mani addosso o tenti di fermarvi o ostacolarvi sta commettendo un reato». «Nessuno – ha aggiunto – nessun funzionario cittadino, nessun funzionario statale, nessun immigrato irregolare, nessun agitatore di sinistra o insurrezionalista interno può impedirvi di adempiere ai vostri obblighi e doveri legali».
In realtà esperti legali hanno spiegato che gli agenti Ice e del Border Patrol hanno poteri molto limitati rispetto alla polizia, ma il messaggio di sfida del governo arriva mentre in Minnesota si moltiplicano le proteste dopo che la settimana scorsa un agente dell’immigrazione ha ucciso a sangue freddo una donna americana di 37 anni, Renee Good, sparandole tre colpi di pistola in faccia.
Video virali documentano numerosi abusi degli agenti: aggressioni di cittadini americani, consiglieri statali sbattuti per terra, una donna disabile trascinata a forza fuori dall’auto. Tre nativi Sioux sono stati portati in un centro di detenzione, un ragazzo di 17 anni pestato e lasciato sanguinante in un parcheggio, mentre a un automobilista gli agenti, con il volto mascherato, hanno rotto il finestrino della macchina solo perché, come suo diritto, si era rifiutato di mostrare i documenti. Secondo dati governativi, nel 2025 circa 68mila persone sono state rinchiuse nei centri di detenzione. Trenta i morti, record dal 2004. Sei procuratori federali, intanto, si sono dimessi in segno di protesta dopo che il dipartimento di Giustizia aveva chiesto di mettere sotto inchiesta la vedova della donna uccisa.
Quella che i democratici definiscono «occupazione militare delle città» comincia, però, a creare crepe nel muro Maga. Joe Rogan, tra i podcaster più popolari d’America e sostenitore di Trump nel 2024, ha paragonato gli agenti dell’immigrazione alla Gestapo nazista. «Non vuoi persone militarizzate per le strade che se ne vanno in giro a rastrellare le persone, molte delle quali risultano americani che non si portano dietro i documenti», ha commentato. «Davvero – ha aggiunto – vogliamo diventare la Gestapo, “mostra i documenti”? Siamo arrivati a questo?».