corriere.it, 15 gennaio 2026
Il chatbot di Musk Grok non potrà più creare deepfake di donne e minori (ma solo nei Paesi dove è già illegale)
Questa volta ha davvero fatto un passo indietro. La compagnia che ha realizzato l’intelligenza artificiale Grok, cioè xAI, ha annunciato che verrà bloccata la possibilità di modificare le immagini di persone reali per «spogliarle». Una decisione che arriva dopo la reazione globale allo scandalo che ha colpito il chatbot di Elon Musk – che è stato «beccato» a denudare immagini di donne e minori, senza porre alcun freno ai prompt degli utenti – e che rappresenta un dietrofront rispetto all’ultimo provvedimento. Cioè quello di dare la possibilità di modificare foto reali solo per chi ha un account a pagamento.
Una decisione commentata dal premier britannico Keir Starmer – il Regno Unito è in prima linea nell’attacco al chatbot – come «orribile». Ma che era stata giustificata da X come una modalità per «garantire che gli individui che tentano di abusare dell’account Grok per violare la legge o le nostre politiche possano essere ritenuti responsabili».
Ora, però, anche gli utenti che pagano per avere un profilo premium non potranno sbizzarrirsi con Grok. Nessuna differenza con gli account gratuiti. Anche l’ultimo passo indietro di X, però, ha dei limiti. «Abbiamo ora geobloccato la possibilità di tutti gli utenti di generare immagini di persone reali in bikini, intimo o simili indumenti», si legge, «in quelle giurisdizioni dove è illegale». In breve: solo chi abita in Paesi che hanno una legge contro i deepfake avrà l’accesso bloccato a questa “funzionalità”. Per tutti gli altri via libera.
Questo, però, potrebbe non fermare la valanga che sta per colpire il social in tutto il globo. Il Sud-Est asiatico si è già mosso: Malesia, Indonesia e adesso anche le Filippine hanno dichiarato guerra a Grok. «Dobbiamo ripulire internet ora, perché stanno emergendo molti contenuti tossici, soprattutto con l’avvento dell’AI,» ha dichiarato il segretario alle Telecomunicazioni filippino Henry Rhoel Aguda nell’annunciare l’imminente divieto di accesso al chatbot di X.
Intanto, il Regno Unito ha annunciato che continueranno comunque le indagini avviate dall’Ofcom, cioè il garante delle comunicazioni. «Si tratta di uno sviluppo positivo. Tuttavia, la nostra indagine formale è ancora in corso», riferisce un portavoce dell’autorità britannica, come riporta il Guardian. Stiamo lavorando senza sosta per portare avanti le indagini e ottenere risposte su cosa sia andato storto e cosa si stia facendo per risolvere il problema».
Ora anche dagli Stati Uniti è arrivata la reazione. In particolare dalla California, dove il procuratore generale Rob Bonta ha annunciato di aver avviato un’indagine per capire se e come xAI abbia violato le leggi dello Stato. «Questo materiale è stato usato per molestare persone su Internet», ha dichiarato Bonta in una nota. «Esorto xAI ad agire immediatamente per garantire che ciò non accada più». Oltre alla legge federale Take It Down Act, approvata a maggio 2025 per contrastare la condivisione non consensuale di immagini intime, i deepfake e la circolazione di materiali pedopornografici, la California ha il proprio serie di leggi approvate dal governatore democratico Gavin Newsom per combattere i deepfake a sfondo sessuale.
Se X e xAI hanno cercato una soluzione per evitare un’escalation globale, Elon Musk tira i freni. «Non sono a conoscenza di qualsivoglia immagine di minori generata da Grok. Letteralmente zero», scrive in un post sul suo X. «Ovviamente, Grok non genera immagini spontaneamente, ma solo in base alle richieste degli utenti». Aggiungendo che qualsiasi generazione illegale fatta da Grok è frutto di un utilizzo scorretto di utenti malintenzionati.