Corriere della Sera, 15 gennaio 2026
Meta, tagli alla realtà virtuale e più risorse sugli occhiali con l’AI
Il mezzo flop del Metaverso spinge Meta Platforms a tagliare oltre mille posti di lavoro. La società del gruppo di Mark Zuckerberg riduce l’organico della divisione Reality Labs nell’ambito del piano che sposta risorse dai progetti di realtà virtuale a quelli basati sull’intelligenza artificiale, in particolare sui dispositivi indossabili. La comunicazione sui licenziamenti sarebbe già in corso, secondo quanto riportato da Bloomberg che avrebbe visionato un documento interno nel quale il chief technology officer Andrew Bosworth conferma (ancora una volta, come già un portavoce della società poche settimane fa) gli sforzi in direzione dei dispositivi cosidetti wearable. Reality Labs è il «cuore» dell’ hardware di Meta ma le perdite accumulate dalla divisione dal 2021 a oggi supererebbero ormai i 70 miliardi di dollari, mentre l’AI cresce nelle priorità industriali. Sempre secondo Bloomberg, EssilorLuxottica starebbe discutendo con Zuckerberg il raddoppio della capacità produttiva di smart glasses basati su AI. Il metaverso – spazio virtuale in cui lavorare, giocare, comprare – non ha avuto fini qui ritorni soddisfacenti. Il gruppo ha investito nello sviluppo di visori VR di fascia alta scommettendo su un più alto livello di diffusione, tanto da aver cambiato il nome da Facebook a Meta. In Europa e in Italia, intanto, si discute di contenuti e di regole. «Non abbiamo responsabilità editoriali sui contenuti – ha sostenuto ieri in audizione alla Camera Flavio Arzanello public policy manager di Meta —. È utile che ci sia un quadro normativo uniformato nei 27 paesi dell’Ue e auspichiamo che il Digital Service Act sia applicato nel pieno rispetto della libertà di espressione. Siamo consapevoli della transizione che sta avvenendo nella proposizione dei contenuti – ha aggiunto – ma non pensiamo che questo porti a una modifica del quadro di responsabilità».