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 2026  gennaio 15 Giovedì calendario

«Usa, l’ombra dell’inflazione». La Fed non cede sui tassi

Nel clima incandescente innescato dall’indagine penale sul presidente della Fed Jerome Powell voluta dal presidente Usa Donald Trump, ieri sono state rese pubbliche le analisi sulle prospettive dell’economia americana contenute nel Beige Book della Fed, pubblicato otto volte l’anno. Crescita, prezzi e occupazione sono al centro dell’attenzione, con un focus particolare sull’andamento del costo della vita le cui dinamiche sono alla base delle decisioni sul livello dei tassi di interesse. «I prezzi sono cresciuti a un ritmo moderato nella maggior parte dei distretti – si legge nel Beige Book – Tuttavia diversi interlocutori che inizialmente avevano assorbito i costi legati ai dazi doganali hanno iniziato a trasferirli sui clienti man mano che le scorte pre-dazi si esaurivano o che le pressioni per preservare i margini diventavano più acute». In prospettiva, «le imprese prevedono una certa moderazione nella crescita dei prezzi, ma ritengono che questi rimarranno elevati mentre cercano di far fronte all’aumento dei costi».
Sul fronte della crescita si riscontra un rallentamento perché l’attività economica complessiva negli Stati Uniti «è aumentata a un ritmo da lieve a modesto in otto dei dodici distretti della Federal Reserve, con tre distretti che non hanno registrato variazioni e uno che ha registrato un modesto calo». La Fed evidenzia che «le prospettive sono moderatamente ottimistiche, con la maggior parte» dei distretti «che prevede una crescita da lieve a modesta nei prossimi mesi».
Mentre l’occupazione è rimasta per lo più invariata con otto dei dodici distretti Fed che «non hanno segnalato cambiamenti nelle assunzioni» anche se i dati più recenti hanno evidenziato un calo nella creazione di nuovi posti di lavoro.
Lieve la crescita della spesa al consumo, in gran parte attribuibile alla stagione dello shopping natalizio. Si assiste anche a una divaricazione tra categorie di consumatori perché «diversi distretti hanno osservato che la spesa è stata più sostenuta tra i consumatori ad alto reddito, con un aumento della spesa per beni di lusso, viaggi, turismo e attività esperienziali. I consumatori a basso e medio reddito sono invece sempre più sensibili ai prezzi ed esitanti a spendere per beni e servizi non essenziali». Tra le categorie merceologiche le vendite di automobili sono rimaste pressoché invariate o in calo mentre l’attività manifatturiera è stata incerta, con cinque distretti che hanno registrato una crescita e sei una contrazione. La domanda di servizi non finanziari è stata stabile o in leggero aumento, in un contesto in cui condizioni bancarie risultano in lieve miglioramento, con un certo aumento della domanda proveniente da carte di credito, prestiti ipotecari e prestiti commerciali. Infine le vendite di immobili residenziali, le costruzioni e l’attività creditizia hanno subito un rallentamento. Stabile o in leggero calo la domanda e la produzione di energia.