Corriere della Sera, 15 gennaio 2026
L’ex Iena e la legge mancia: i soldi anche al Comune che non c’è
Dopo la sagra del carciofo spinoso e del suino nero, del fico d’India e del «chocobarocco» di Modica, la «legge mancia» siciliana entrata nella leggenda per le decine di milioni di euro gettate a coriandoli sulla plebe clientelare, ha centrato un nuovo traguardo: lo stanziamento in Gazzetta Ufficiale di «1.000 migliaia di euro» (un milione, ma scritto così fa più effetto) a Comuni inesistenti. Che vuol dire inesistenti? Che non ci sono. Come l’Isola che non c’è di Peter Pan o il regno di Lilliput, il paese dei Balocchi o quello dei Panotii descritti da Pomponius Mela che avevano «orecchie sì grandi che se ne servono per coprire il corpo come vestito».
Certo, Ismaele La Vardera, l’ex incursore delle Iene oggi deputato all’Ars (nonostante anni fa avesse beffato Meloni, Salvini e Giorgetti facendosi da loro candidare a sindaco di Palermo per fare un film farsa sulla politica) non poteva infilare nella legge finanziaria il paese dei Panotii o Lilliput. Ma deciso a dimostrare che la famigerata «legge mancia» sicula, così chiamata perché ogni anno distribuisce un mucchio di soldi per conto dei deputati isolani, ha scelto con cura le parole più burocratiche possibili (nella certezza che nessuno dei burocrati avrebbe controllato) perché fossero assegnati, come spiega «l’Art. 56, comma 8, “Contributi agli enti locali” della “Legge di stabilità regionale per il triennio 2026-2028”» a favore dei municipi che «risultano dotati di “ambiti di coordinamento territoriale intersettoriale”, istituiti nell’ambito dei piani comunali di assetto organizzativo». Con la specifica che «le risorse sono ripartite per il 40% in parti uguali e per il 60% in proporzione all’estensione territoriale degli ambiti riconosciuti ai sensi del presente comma». Cioè? Ricerca su Google: «Ambiti di coordinamento territoriale intersettoriale». Risposta: Nessun risultato. Solo una fake.
Ma valeva bene di prendere per i fondelli, di questi tempi, una cosa seria come la finanziaria siciliana? Sì, risponde Ismaele La Vardera, questa sera ospite a Piazzapulita di Corrado Formigli: «Dopo aver visto l’ennesimo tradimento della promessa di chiudere con le “leggi mancia” (l’anno scorso fui io il solo parlamentare a rifiutare la mia quota di denaro clientelare da spartire) l’unica risposta era una “supercazzola prematurata con doppio scappellamento a destra”. Adesso è chiaro che i soldi vengono distribuiti senza controllo». E meno male che Renato Schifani l’anno scorso aveva detto che d’ora in poi la finanziaria sarebbe stata improntata a «principi di eguaglianza, imparzialità e continenza»…