Corriere della Sera, 15 gennaio 2026
Dossieraggio, all’Antimafia il centrodestra accusa de Raho
Procure, giornalisti, Guardia di finanza e soprattutto l’ex presidente della Dna, Federico Cafiero de Raho, al centro delle accuse che la relazione di maggioranza nella commissione Antimafia, redatta a conclusione del biennio di lavori sui dossier creati dagli accessi abusivi al sistema informatico dal tenente Pasquale Striano. «La posizione di de Raho (oggi deputato M5S e vicepresidente della commissione, ndr) si rivela determinante non solo per ciò che egli fece o omise, ma soprattutto per la struttura gestionale che egli solo in parte costruì, ma poi mantenne e soprattutto utilizzò durante il proprio mandato», si legge nelle 187 pagine del documento che la commissione presieduta da Chiara Colosimo (FdI) ha anticipato ai capigruppo. De Raho, secondo la relazione, era «pienamente consapevole delle prassi irregolari, delle vulnerabilità del sistema e dei vantaggi operativi che gli garantivano». Su queste presunte evidenze nulla sarebbe stato fatto dalle quattro procure interessate alle indagini: «L’approfondimento investigativo nei suoi confronti è stato sorprendentemente minimo», dice la bozza. Che dopo le lodi al successore di de Raho, Giovanni Melillo, per la discontinuità, e le bacchettate all’allora comandante della Gdf Giuseppe Zafarana, accusa i cronisti che avrebbero ricevuto i dossier non per condurre «giornalismo di inchiesta» ma per «fini politici». Durissima la replica di de Raho: «Una macchinazione ai miei danni, una grandissima calunnia contro una persona che ha dedicato la vita al contrasto delle mafie. Gli accessi su Crosetto e la maggioranza sono avvenuti quando ero già andato via». Il centrodestra lo attacca: «Responsabilità pesantissime». Di «inquietanti interrogativi» sollevati parlano invece gli esponenti di FI nella commissione, mentre Matteo Renzi (Iv) si dice «allibito» e si riserva di agire come «parte lesa del sistema». «La destra usa la commissione per disegni partitici e delegittimare la magistratura», dice il dem Walter Verini.