Corriere della Sera, 15 gennaio 2026
Groenlandia, Trump insiste: «Inaccettabile non controllarla»
«Una conversazione franca ma anche costruttiva»: così il ministro degli Esteri danese Lars Lokke Rasmussen, in conferenza stampa nell’ambasciata del suo Paese a Washington, ha descritto il suo incontro di ieri con il vicepresidente americano J.D. Vance e il segretario di Stato Marco Rubio sulla Groenlandia. «Le nostre prospettive continuano a divergere – ha aggiunto Rasmussen, accompagnato alla Casa Bianca dalla ministra degli Esteri groenlandese Vivian Motzfeldt —. Devo dire che il presidente ha reso molto chiara la sua posizione e noi abbiamo una posizione diversa. Noi, il Regno di Danimarca, continuiamo a credere che la sicurezza di lungo periodo della Groenlandia possa essere garantita dall’attuale roadmap», ovvero dall’accordo del 1951 per la Difesa dell’isola e dal trattato della Nato. «Per noi il fatto che non si rispetti l’integrità territoriale del Regno danese e il diritto all’autodeterminazione del popolo groenlandese è ovviamente inaccettabile». «Vogliamo rafforzare la cooperazione ma non significa che vogliamo essere di proprietà degli Stati Uniti», ha detto la ministra Motzfeldt, che ha scelto di pronunciare parte del suo intervento in groenlandese.
Non c’è, insomma, una soluzione alla «questione groenlandese». Ma i due ministri degli Esteri non pensavano certo di arrivare a Washington e risolvere le cose con un colloquio di un paio d’ore, al quale peraltro era assente Trump. Quello che sperano è di poter «abbassare la temperatura», ottenere una de-escalation e «continuare a parlare» nonostante il disaccordo: hanno annunciato la creazione di un «gruppo di lavoro di alto livello» che inizierà nelle prossime settimane e hanno spiegato che sarebbe utile evitare che «ogni giorno ci si svegli con una nuova minaccia». Il compromesso che auspicano dovrebbe «affrontare le preoccupazioni di sicurezza americane e al contempo rispettare le linee rosse del Regno di Danimarca», ovvero che «non è assolutamente necessario» che gli Usa si impadroniscano della Groenlandia, anche se «è chiaro» che Trump «ha il desiderio di conquistarla».
Di certo le recenti dichiarazioni del presidente americano non sono promettenti. Poche ore prima dell’incontro, Trump ha scritto su Truth: «Gli Stati Uniti hanno bisogno della Groenlandia per scopi di sicurezza nazionale. È vitale per il Golden Dome che stiamo costruendo. La Nato dovrebbe aprire la strada in modo che possiamo ottenerla. SE NON LO FACCIAMO, LA RUSSIA O LA CINA LO FARANNO, E NON SUCCEDERÀ!». Il presidente ha aggiunto che «la Nato diventerà ancora più formidabile ed efficace con la Groenlandia in mano agli Stati Uniti» e ha sottolineato: «Meno di questo è inaccettabile». Più tardi in un altro post ha scritto: «Nato: di’ alla Danimarca di andarsene. ORA! Due slitte con i cani non sono abbastanza». La Casa Bianca ha pubblicato sui social un disegno che mostra due slitte trainate da cani di fronte a due scelte: un futuro luminoso con la protezione Usa oppure prospettive tempestose sotto le bandiere di Cina e Russia.
Rasmussen ha spiegato di condividere parte delle preoccupazioni americane per la sicurezza dell’Artico, ma anche di voler correggere una visione non sempre accurata: «Non vediamo una nave da guerra cinese da un decennio». I due ministri degli Esteri volevano però assolutamente evitare un «momento Zelensky» alla Casa Bianca (anche se l’incontro non era trasmesso in diretta tv). In realtà loro avevano chiesto di vedere Rubio, sperando di discutere tra diplomatici su come risolvere una crisi tra alleati della Nato; però Vance – che ha visitato l’isola con la moglie Usha nel marzo 2025 – ha chiesto di partecipare e ha ospitato lui l’incontro alla Casa Bianca. Trump, ieri sera, ha detto che non aveva ancora ricevuto il resoconto sull’incontro, però ha ribadito comunque che gli Stati Uniti «hanno bisogno della Groenlandia» e di averne «parlato con Mark» (Rutte, il segretario generale della Nato) il quale «vuole che succeda qualcosa». Ha concluso: «Penso che troveremo una soluzione».
I danesi hanno annunciato ieri il rafforzamento della presenza militare nell’isola, collegandolo alle esercitazioni militari e spiegando che «nel prossimo futuro questo comporterà una maggiore presenza militare in Groenlandia e nelle zone circostanti, con l’impiego di aerei, navi e soldati, anche provenienti da Paesi alleati della Nato». Su richiesta danese, diversi ufficiali svedesi sono arrivati ieri in Groenlandia; la Norvegia ne ha inviati due. La Germania manderà soldati questa settimana. Anche i francesi parteciperanno alla missione di ricognizione.
L’amministrazione Usa considera un referendum tra gli abitanti la via più appropriata per l’annessione, secondo il sito Politico; ma a Rubio secondo Nbc è anche stato chiesto di fare una proposta per l’acquisto, che potrebbe costare fino a 700 miliardi di dollari. Il presidente francese Macron ha detto ieri: «Non sottovalutiamo le dichiarazioni sulla Groenlandia. Se la sovranità di un Paese europeo e alleato fosse compromessa, le ripercussioni sarebbero senza precedenti».