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 2026  gennaio 14 Mercoledì calendario

I fedelissimi Pulte, Vought e Pirro registi della guerra alla Federal Reserve

L’inchiesta su Powell ha gettato scompiglio alla Casa Bianca, il segretario al Tesoro Scott Bessent ha parlato con Trump: «Questa cosa è un caos». Non ci voleva insomma a poche settimane dalla nomina del successore di Powell alla guida della Fed, con i repubblicani infastiditi e pronti, ha detto Tom Tillis, senatore della North Carolina, a bloccare le audizioni per la ratifica della nomina.
Powell ha molti nemici nell’Amministrazione, il “Comandante in capo” su tutti. Ma proprio Trump ha smentito di aver avuto un ruolo nell’avvio delle indagini anche se ieri ha ribadito che Powell o «è corrotto o è incompetente». Il problema da gestire per la Casa Bianca sono i cosiddetti «agenti del caos». La citazione è del Financial Times, che tempo fa descrisse così Bill Pulte, il capo della Federal Housing Finance Agency (FHFA) e colui che di fatto tramite gli istituti Fannie Mae e Freddie Mac controlla il 70% dei mutui erogati. Se c’è un regista – nemmeno troppo occulto – della guerra a Powell, Pulte è perfetto. Ceo della Pulte Capital Partner, socio dell’esclusivo club di Mar-a-Lago, è ritenuto “il cane d’attacco” contro i nemici politici del presidente, tanto da essere sotto accusa pure lui per aver gestito male alcuni fondi, si parla di frode.
Ha concentrato troppi sforzi nel perseguire i rivali del presidente. Venerdì scorso ha visto Trump, con lui è volato a Mar-a-Lago e gli avrebbe mostrato, ha riferito il Washington Post, un poster – non ce ne sono tracce visive al momento – con la scritta “Wanted” (ricercato) e la foto di Powell. Pulte ha negato di aver avuto un ruolo dell’avviare l’inchiesta, ma il fatto che la storia della foto e del suo ruolo nella campagna anti-Powell sia emerso ha spiazzato la Casa Bianca e minato la veridicità della reazione di Trump che domenica aveva detto di «non essere a conoscenza dell’inchiesta».
Jeanine Pirro, ex commentatrice della Fox News, attivissima negli anni a sostenere la tesi delle elezioni rubate nel 2020 e ora procuratrice federale a Washington D.C. è colei che ha firmato l’avvio delle indagini. Bloomberg ha riferito che Pirro non ha informato i superiori al Dipartimento di Giustizia. Due le persone che avrebbero dovuto essere allertate, visto che mettere sotto indagine il capo della Fed non è proprio all’ordine della quotidianità: Pam Bondi – Attorney General – e il suo vice Todd Blanche. Pirro ha spiegato di aver avviato un dialogo con la Fed sin da novembre, ha chiesto spiegazioni per i costi della ristrutturazione lievitati, ma non ricevendo ascolto e risposte, ha proseguito – sua sponte – con l’indagine. Ha parlato, ieri, di decisione presa nel merito.
Altro personaggio che ha osservato attentamente il dossier Powell è Russell Vought, capo dell’Office Management and Budget. Era stato lui in luglio ad avvertire in una lettera Powell di «aver mentito al Congresso» e che ci sarebbero state conseguenze. Powell aveva ribadito la sua versione. Le conseguenze di sono comunque materializzate.