repubblica.it, 14 gennaio 2026
Un dilettante batte anche Sinner e vince il Million Dollar 1 Point Slam
Un punto. Una possibilità. Un milione di dollari (australiani) in palio. Jordan Smith, dilettante di Sidney, ha vinto l’originale e divertente torneo di esibizione alla vigilia degli Australian Open. Davanti a diecimila spettatori della Rod Laver Arena, lo stesso stadio che il primo febbraio celebrerà il vincitore del primo Slam della stagione, ha superato Sinner negli ottavi, ha poi perso la finale tra i non-professionisti – sconfitto da un altro australiano, Alec Reverente: c’era un’auto in palio -, si è quindi aggiudicato i circa 575.000 euro di montepremi superando nel turno decisivo Joanna Garland, 24 tennista di Taiwan (117 Wta) che ieri era stata eliminata nelle qualificazioni, quelle vere, del singolare femminile.
Al “One Million Dollar 1 Point Slam” hanno preso parte quasi tutti i grandi protagonisti degli Open d’Australia: da Carlos Alcaraz, eliminato da Maria Sakkari, Sascha Zverev, Auger-Aliassime, Bublik, Rublev, Medvedev, Tiafoe, Cobolli e naturalmente Jannik, tra le ragazze Swiatek, Paolini, Gauff, Osaka, Rybakina. In tabellone con loro alcuni giocatori dilettanti australiani che nelle passate settimane avevano vinto le “selezioni” nei rispettivi circoli e regioni, poi alcune wild card locali: cantanti, attori, comici, presentatori. Regole semplici, per rendere tutto più equilibrato: partite da un solo punto, chi vince passa al turno successivo, non c’è sorteggio ma decide di battere o ricevere chi la spunta prima a morra cinese (“carta-forbice-sasso”), chi è stato nella Top100 ha un solo servizio a disposizione. Una competizione molto “speciale” nella formula e nei presupposti, che è stata affrontata da tutti col sorriso ma anche grande agonismo.
Jannik ha fatto subito sul serio e ha vinto lo scambio con Pablo Carreno Busta (in carriera 2 semifinali agli Us Open e un bronzo olimpico, oggi 92 Atp), nel primo match: “Che tensione, credo di avere più di 200 battiti al minuto!”, ha confessato. Nel secondo incontro si è trovato di fronte Smith, che ha vinto la morra e deciso di ricevere: “Il mio avversario non avrà bisogno di consigli, se sbaglio il servizio”, aveva profetizzato l’italiano. Infatti: pallina in rete e l’altro che passa il turno. Flavio Cobolli è stato eliminato da Iga Swiatek. Il romano aveva prima superato Puttergill, che ieri nelle qualificazioni aveva fatto fuori Simone Vagnozzi, allenatore di Sinner. Fra tutti, si è come sempre distinto per mancanza di sportività il ‘bad boy’, locale, Nick Kyrgios, che giocherà solo il doppio negli Open: sfacciato nell’esultanza quando ha superato un dilettante (magari vuole solo essere istrionico, di sicuro non riesca mai simpatico), è poi sembrato stizzito quando ha ceduto a Joanna Garland, che aveva già eliminato Zverev.
“Coi soldi mi comprerò una grande casa. O almeno, una buona parte”, ha commentato l’eroe del giorno, Jordan Smith. Nel primo turno aveva sconfitto un giocatore di football australiano. Compirà 30 anni il mese prossimo, è un rappresentante del circolo Castle Hill Tennis Academy. Ha iniziato a giocare a tennis quando aveva tre anni, allenato dal padre, e da junior ha vinto cinque titoli nazionali: due in singolare e tre in doppio. Ha guidato la squadra del Oakhill College al titolo statale. Da ragazzo ha affrontato anche Cameron Norrie e Alexander Zverev. Nel ranking 2 anni fa era arrivato ad essere 1141. Era il qualificato per il New State Wales. “Sarebbe incredibile giocare alla Rod Laver Arena. Sono cresciuto guardandola in tv e vedendo icone come Hewitt e Rafter: scendere in campo, guardarmi intorno e godermi il momento sarebbe fantastico” aveva detto prima di essere ospitato a Melbourne dagli organizzatori degli Australian Open, che hanno deciso di investire un altro milione di dollari nei circoli locali.