repubblica.it, 14 gennaio 2026
Il paradosso di Trump in Groenlandia: la vuole ma chiude l’ufficio del Pentagono che se ne occupa
Il paradosso della Groenlandia. Donald Trump insiste, vuol impossessare dell’isola più grande del mondo, 2milioni di metri quadrati ghiacciati abitati da appena 57mila persone: «Gli interessi nazionali degli Stati Uniti nell’Artico» sostiene «sono troppo importanti per essere ignorati. Non vogliamo Cina e Russia come nostri vicini, che piaccia o meno faremo qualcosa». Eppure, nell’anno appena trascorso, il presidente americano ha letteralmente lasciato morire l’ufficio del Pentagono, che di quegli interessi doveva farsi interprete e stratega.
Oggi il premier dell’isola, Jens-Frederik Nielsen, del partito europeista Demokraatit, sarà a Washington per confrontarsi con Marco Rubio e JD Vance sulle intenzioni americane, e gli sottoporrà una proposta concreta, basata sull’“Accordo di difesa della Groenlandia” firmato da Stati Uniti e Danimarca nel 1951. Ma già ieri ha messo in chiaro come la pensa: «La Groenlandia non è in vendita», ha detto nel corso di una conferenza stampa congiunta con la leader danese Mette Frederiksen. «Non vigliamo essere né comprati né controllati da Washington. E se dobbiamo scegliere, stiamo con Copenaghen».
In realtà gli Stati Uniti avevano suonato l’allarme per l’interesse di Pechino e Mosca per quell’area di mondo già diversi anni fa. Ben sapendo che già fu cruciale durante la Guerra Fredda: considerata la rotta più breve per potenziali attacchi missilistici e bombardieri che ora lo scioglimento dei ghiacci rende più agevole. Per questo il Congresso americano aveva istituito, nel 2022, l’Arctic and Global Resilience Policy Office presso il Pentagono: proprio l’ufficio che nel 2024 elaborò la Strategia Artica del Dipartimento della Difesa, che impegnava Washington a rafforzare le capacità in quei mari, ampliare la collaborazione con gli alleati sulla sicurezza dell’area e rafforzare la prontezza militare per operazioni artiche. Tutti principi che se attuati – lo nota la rivista The Atlantic – avrebbero portato a un maggior controllo americano dell’isola. Invece, col passaggio di leadership alla Casa Bianca, sono stati abbandonati. E l’ufficio artico del Pentagono è stato lasciato silenziosamente morire. Con buona pace del fatto che nella sua breve vita, aveva lavorato per garantire al governo strumenti di comunicazione, intelligence e sorveglianza atti ad esercitare un’efficace deterrenza.
Quando Trump è tornato al potere, il suo gabinetto ne ha brevemente discusso la ristrutturazione: ma il piano non è mai stato concretizzato. L’ufficio ha iniziato un lento declino quando il Doge di Elon Musk ne ha licenziato parte del personale: senza sostituito. In autunno, l’Artic Office ha di fatto cessato di esistere.Cancellato pure il sito web (se se ne digita l’indirizzo si ha un avviso di “errore 404 – Pagina non trovata”). Alcune delle funzioni sono state trasferite ad altre aree del governo, ma il numero di esperti è stato comunque fortemente ridotto a un quarto di chi ci lavorava prima. Secondo quanto racconta un’ex funzionario appunto a The Atlantic, l’ostilità dell’amministrazione Trump è dovuta in buona parte al fatto che era stato voluto da Joe Biden e si occupava pure di quei cambiamenti climatici che rendono particolarmente vulnerabile quella parte di mondo. Negati però dall’amministrazione Trump, tanto che il Pentagono ha cancellato anche altri programmi legati a temi del genere, insieme a diverse iniziative che semplicemente avevano la parola clima nel loro mandato: «Non ci occupiamo di tali sciocchezze» ha scritto il Segretario alla Difesa Pete Hegseth sui social.
Ora a fare le veci dell’Ufficio artico ci sono due diverse entità: il lavoro suddiviso tra il vicesegretario responsabile della Difesa Nazionale e quello che si occupa di Americhe. Quell’area d’interesse è accomunata ad altre considerate strategiche per gli Stati Uniti: compresi Venezuela, Canale di Panama e Golfo del Messico. La scorsa estate, il Pentagono ha anche trasferito la supervisione della Groenlandia dal Comando Europeo degli Stati Uniti, responsabile per Europa e Russia, al Comando Nord, responsabile per il Nord America. Nel frattempo, Trump non ha ancora scelto un nuovo ambasciatore per gli affari artici, posizione creata nel 2022 su sollecitazione della senatrice repubblicana Lisa Murkowski, che rappresenta l’Alaska. Ha però nominato inviato speciale per la Groenlandia il fedelissimo governatore della Louisiana Jeff Landry: e ha giustificato la la nomina ricordando l’Acquisto della Louisiana dalla Francia avvenuta nel 1803.