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 2026  gennaio 14 Mercoledì calendario

Lega, c’è l’appello di Vannacci: su Kiev bisogna votare no. Ecco chi è pronto a seguirlo

La notizia del giorno sono i prossimi spettacoli a pagamento di Roberto Vannacci: chi lo desideri, su Ticketone può acquistare i biglietti per «Il mondo al contrario atto II – Remigrazione» in scena al teatro Verdi di Montecatini il 15 marzo: poltronissima 21 euro, poltronissima vip 25 euro. Più i diritti della piattaforma.
Ma l’attenzione dei leghisti è concentrata più sulla notizia che potrebbe arrivare domani, con la relazione del ministro della Difesa Guido Crosetto sull’Ucraina. Subito dopo, saranno infatti messe ai voti le mozioni dei partiti. Per la maggioranza circola già una bozza, in corso di cesellatura in queste ore.
Ma c’è chi non esclude che i parlamentari più vicini al generale, nonché vice segretario della Lega, possano presentare una diversa mozione. I bookmaker, nel partito, danno le quote a favore del fatto che la mozione non arrivi. Anche perché in realtà, sono già chiare alcune posizioni: il più vannacciano dei deputati leghisti, Domenico Ziello, ha già fatto sapere che lui voterà contro. Lo stesso, Claudio Borghi. Di solito non viene incluso tra i vannacciani, ma sabato 7 febbraio parteciperà a un evento a Lucca (con simboli della Lega e del «Mondo al contrario») sulla «gestione pandemica in Italia». Mentre Domenico Furgiuele sarà assente dalla Camera per tutta la settimana. E probabilmente voterà no Domenico Pozzolo, già deputato FdI e oggi nel gruppo misto: si parla di lui ogni volta che si sente l’ipotesi che i vannacciani lascino il gruppo della Lega. Certo, i loro numeri non sono nemmeno vicini a quelli necessari a formare un gruppo. Anche aggiungendoci gli altri deputati dati per sensibili al generale: il pugliese Rossano Sasso, il veneto Erik Pretto, il siciliano Anastasio Carrà e i toscani Elisa Montemagno e Andrea Barabotti. Peraltro, seppure spesso indicati come vannacciani, non è detto siano pronti a seguirlo. Spiega un leghista d’alto rango: «Noi probabilmente perderemo deputati. E chi sa che non potrà essere rieletto ragiona così: se Vannacci resta nella Lega, chiederà una quota di eletti suoi. Se il generale invece facesse liste a suo nome, loro sarebbero candidati naturali». Soprattutto, pare che la strategia di Roberto Vannacci ormai sia un’altra: farsi cacciare dalla Lega. C’è da pensarlo, visto il post pubblicato ieri sui social. L’immagine è quella del presidente ucraino Zelensky con gli occhi coperti da una banconota da cento dollari. Il lungo post sostiene che «oggi serve un decreto Italia non l’ennesimo decreto Ucraina. Io non cambio idea e, in coerenza con quanto fatto e votato finora a Bruxelles e con ciò che ho sempre sostenuto, dico no alla conversione in legge del decreto sulle armi all’Ucraina». Insomma, il vice segretario di un partito, mentre sono in corso le trattative sulla mozione di maggioranza, invita a votare diversamente dal partito. Con inequivocabile appello finale: «A tutti i parlamentari dico che il vostro voto favorevole prolungherà il conflitto e la sofferenza. Occorre fermare tutto questo con coraggio e coerenza». Salvini dovrebbe incontrare il generale nelle prossime ore.
Da non mettere in relazione con i movimenti di truppe vannacciane è invece l’addio alla Lega dei due deputati Attilio Pierro da Maratea e l’emiliano Davide Bergamini. Sono approdati al gruppo misto ma la destinazione finale è probabilmente Forza Italia. Salvini ne ha accennato ieri: «Possono entrare altri». E avrebbe aggiunto che se «esce un sindaco mi dispiace. Se esce un deputato...». Lo avrebbe detto alla riunione con i segretari regionali da cui è uscita un’altra novità: la Lega intende mettere il suo simbolo in tutta la campagna referendaria. A differenza degli alleati, Salvini pensa che la partita sia da politicizzare.