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 2026  gennaio 14 Mercoledì calendario

Milano vuole il castello sforzesco patrimonio Unesco



Il primo passo per rendere il Castello Sforzesco un Patrimonio dell’Unesco è stato fatto. A presentare questa proposta è stato Francesco Rocca, consigliere comunale milanese in forza a Fratelli d’Italia, che da tre anni sta portando avanti una vera e propria battaglia culturale per questo riconoscimento. Il tutto era partito a novembre dell’anno scorso, quando era stata presentata una mozione in consiglio comunale proprio da Rocca, insieme a Federico Sagramoso, consigliere di Municipio 1 in forza a Fratelli d’Italia. I due esponenti politici avevano avanzato la proposta di presentare uno studio di fattibilità per la costruzione di un dossier.
Dopo qualche mese, Rocca è ritornato alla carica presentando un ordine del giorno, votato all’unanimità, per compiere il primo passo verso questo traguardo. «Il mio ordine del giorno – commenta Rocca – è incentrato sulla richiesta di avviare una valutazione tecnica, propedeutica per riconoscere il Castello Sforzesco come Patrimonio dell’Unesco. Diciamolo chiaramente – continua l’esponente di FdI -: come Patrimonio Unesco, Milano ha solamente il Cenacolo con la Basilica di Santa Maria delle Grazie. Troppo poco per una città che ha un patrimonio storico, culturale e artistico enorme. Il Castello è una delle più grandi fortezze d’Europa – conclude -, ha vissuto diverse dominazioni, e l’obiettivo è proprio quello di valorizzare la storia di Milano». Il consigliere ha sostenuto che sul lato culturale Milano deve ancora fare molta strada.
L’obiettivo di Rocca è quello di valorizzare anche altri patrimoni culturali, come il Duomo di Milano. «Spero che questa candidatura – commenta ancora Rocca – venga inserita nel Documento Unico di Programmazione. Come forze d’opposizione – conclude -, continueremo a combattere per realizzare questo progetto». Un discorso condiviso in larga parte anche da Gianluca Padovan, speleologo di lunga fama e autore di decine di pubblicazioni di carattere divulgativo e scientifico. «Il consigliere Rocca – commenta Padovan – mi ha molto aiutato in questi anni a denunciare tutte le problematiche del Castello Sforzesco. Quindi, accolgo con piacere la sua proposta di rendere quest’opera Patrimonio dell’Unesco». Secondo lo storico, Milano sta vivendo un problema culturale da ormai troppi anni, e la politica, su questo fronte, ha fallito in pieno. «Il fatto che il
Castello Sforzesco – continua Padovan – sia stato candidato a Patrimonio dell’Ubesci mi rende felice, ma penso che sia stata un’azione troppo tardiva». Per il celebre speleologo, sono state solo due le persone che si sono spese efficacemente per questo castello.
«Devo ringraziare innanzitutto Luigi Corbani – spiega ancora Padovan -, ex assessore alla Cultura e vicesindaco di Milano. Grazie a lui, sono stati rifatti i pavimenti e i tetti del Castello, e secondo me è stato l’unico ad occuparsi proficuamente della cultura a Milano. La seconda figura a cui devo i miei ringraziamenti – continua Padovan – è Luigi Cassani, responsabile della sicurezza del Castello fino al 1991. Lui è stato uno dei pochi a occuparsi realmente dei lavori che sono stati fatti al Castello, e inoltre ci ha dato anche molte informazioni sui sotterranei. Lo storico ha poi raccontato la sua ricetta per poter risollevare la cultura milanese. «La giunta di Pisapia – commenta Padovan – prima e quella di Sala poi hanno spinto perché una serie di associazioni culturali mettessero in mostra spettacoli teatrali e mostre. Io penso però che invece di proseguire su questa strada si debbano valorizzare le bellezze artistiche e architettoniche. Dobbiamo recuperare la memoria di poeti, scrittori, cantanti milanesi per poter risollevare questa città dal punto di vista culturale. Insomma – conclude lo speleologo – la cultura milanese non è stata gestita in maniera efficace dalla sinistra, e servono cambiamenti concreti per poter risollevare il patrimonio culturale di cui dispone questa città».