Il Messaggero, 13 gennaio 2026
Yes we Ken
Un pantaloncino da mare, come primissimo outfit. Poi il tuxedo, con papillon e fiore all’occhiello, per “presentarsi” al mondo. Ken, il compagno di Barbie, ha fatto il suo esordio nel mondo dell’infanzia e non solo, nel 1961, due anni dopo la partner. Non una strategia di marketing ma la risposta a un mercato che aveva la sua Eva e pretendeva per lei un Adamo. È stato proprio per l’insistenza di un pubblico desideroso di acquistarlo, infatti, che Ruth Handler ha ideato la prima doll con fattezze da uomo. E con un guardaroba da gran divo, firmato da Charlotte Johnson, fashion designer Mattel, che ha seguito puntualmente anno dopo anno, le tendenze della moda. Quella vera.
A raccontare nascita, evoluzione e look del personaggio è il libro I am Ken. Storia e stile dello storico della moda Massimiliano Capella, edito da 24 Ore Cultura. Nel sessantacinquesimo anniversario della sua creazione che si celebra proprio quest’anno, dunque, un racconto del personaggio e dell’evoluzione del suo stile, che si fa specchio di quello dei vari decenni. E, più in generale, una riflessione sull’identità maschile. Sin dalla nascita, infatti, Ken è stato eletto a “modello” per farne quel mini-uomo che tutte le piccole donne avrebbero sognato di avere accanto e tutte le mamme avrebbero augurato loro di incontrare. Il bravo ragazzo della porta accanto: bello, sportivo, elegante. A illustrare questa storia – di società e moda prima che di giocattoli – sono oltre 200 modelli storici e contemporanei.
A emergere sono anche le radici italiane di alcuni outfit, che negli anni Ottanta diventano espressione di un made in Italy divenuto emblema di grande fascino, anche in proporzioni micro. «Alla sua prima apparizione come Teen Age Fashion Model Doll, nel 1959, Barbie viene immediatamente dotata di uno straordinario guardaroba composto da diciannove completi e un set di biancheria di quattro pezzi, sintesi della cultura vestimentaria del periodo: un mix perfetto tra stile italiano, francese e americano, che, in quel momento storico, stava dettando le regole del la nuova eleganza occidentale», spiega Capella. «Per l’uomo tutto questo non era ancora abituale, dal momento che soltanto negli anni Settanta la moda registra una grande novità: nel 1972 infatti, dopo la prima sfilata di modelli maschili di Brioni nella Sala Bianca di Palazzo Pitti a Firenze (1952), si assiste a un cambio di passo, quando nasce ufficialmente Pitti Uomo, il primo evento di moda tutta al maschile, nel quale vengono accostati generi molto diversi, dall’informale allo chic». Charlotte Johnson, dunque, crea un guardaroba maschile ideale, con nove outfit. In tv sono gli anni di Dobie, impersonato da Dwayne Hickman, protagonista della serie The Many Loves of Dobie Gillis, in onda tra 1959 e 1963. Nella musica la scena è per i Beach Boys e il mito della California. Ken vive e racconta il periodo attraverso le linee classiche del tuxedo ma soprattutto con una selezione di outfit sportivi, look da campus e completi più eleganti. «Ogni abito e accessorio prodotto per il suo guardaroba è accompagnato da un piccolo booklet, utilissimo per definire con precisione l’anno di produzione dei singoli pezzi e ogni dettaglio sartoriale e stilistico degli outfit», prosegue Capella. Un vero prontuario di stile. I look sono curati nei dettagli, con orli cuciti, bottoni veri, accessori coordinati. E prendono ispirazione dai trend del momento. I completi ricordano quelli di James Bond. I jeans, nel guardaroba di Ken dal 1962, richiamano James Dean in Gioventù bruciata. E presto arriva il tocco made in Italy. Nel 1967 Ken viene proposto con l’uniforme da pilota Braniff International Airways, disegnata dallo stilista Emilio Pucci. Nello stesso anno, «nasce la rivista di moda L’Uomo Vogue, creata da Flavio Lucchini come allegato a Vogue Italia. È il primo magazine di moda maschile di Condé Nast e rimarrà l’unico fino alla fondazione, negli Stati Uniti, di Men’s Vogue, nel settembre 2005». Negli Anni Settanta, visione e linee cambiano in modo significativo. Frange e stile da hippy ricreano l’aspetto di un figlio dei fiori. Nel 1978 arriva una jumpsuit blu cobalto, pensata per incoronarlo re della disco. Un foulard rosso al collo impreziosisce l’outfit e si abbina all’anello con rubino, che sfoggia al dito. Sono gli anni del movimento, della musica, della festa. E della Febbre del sabato sera.
Gli Ottanta, invece, sono quelli dello stile day-to-night, ossia da uomo in carriera, che esce al mattino per andare al lavoro ma rimane fuori fino a tardi per vedere gli amici. L’ispirazione per i capi viene dallo stile italiano, da Giorgio Armani nel 1980 i suoi capi per American Gigolo seducono il mondo – a Versace. Nel 1991 arriva Benetton Ken. «Ken veste un nuovo brand di moda italiano: United Colors of Benetton crea per lui due outfit coloratissimi, dal sapore decisamente pop». L’anno dopo l’ispirazione arriva da Pucci e Versace. Nei Novanta Ken fa discutere indossando l’orecchino, grandi collane e un gilet lilla in ecopelle.
Fashionista per nascita e “destino” è stato ideato per affiancare Barbie Ken progressivamente acquisisce uno stile sempre più ricercato per essere al passo con i tempi. E i desideri. Nel nuovo millennio, ha un guardaroba glam. Quando duro colpo per i fan della coppia nel 2004 vie ne ufficializzata la rottura con Barbie, Ken rinnova la sua immagine. E si fa sempre più trendy. A curare il suo abbigliamento è il fashion stylist Phillip Bloch, che progetta il suo stile anche per “riconquistarla”. Nel 2016 Moschino Ken e Barbie indossano look replica di «quello esibito nel 2015 da Jeremy Scott e dalla modella Stella Maxwell sul red carpet degli Mtv Vmas». Nel 2023 arrivano gli outfit per il film Barbie di Greta Gerwig nel 2023, tra total denim e completi in stile Miami Vice. Per l’anniversario, il guardaroba si animerà con tributi speciali. Nel mezzo capi ispirati a Cardin, Gaultier, Tom Ford, Calvin Klein e altri. Senza scordare le collaborazioni con alcuni brand che davvero vogliono Ken come “modello". Abito su abito, decennio dopo decennio, a comporsi è un mini-guardaroba di grandi tendenze entrate nei desideri di più generazioni.