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 2026  gennaio 13 Martedì calendario

Voli, Europarlamento contro i governi Ue: non toccare il diritto ai rimborsi per i ritardi

I diritti dei passeggeri aerei Ue dividono governi ed Eurocamera. E tracciano un solco difficile da colmare nella partita per riformare le regole che si applicano a chi viaggia nei cieli d’Europa.
Riuniti a Bruxelles, gli eurodeputati della commissione parlamentare Trasporti e Turismo hanno stoppato quasi all’unanimità (36 sì e 2 astenuti) la fuga in avanti del Consiglio, l’organo rappresentativo dei 27 Paesi Ue, intenzionato a ridimensionare il perimetro dei diritti dei passeggeri aerei. Al contrario, per gli europarlamentari, l’attuale soglia delle tre ore di ritardo per far scattare un indennizzo non si tocca, così come non sono in discussione gli importi delle compensazioni fino ai 600 euro.
La posizione dei governi, invece, prevede che il diritto all’indennizzo sorga solo dopo un ritardo compreso tra le quattro e le sei ore, a seconda della distanza, e che la forchetta dei pagamenti sia limitata entro i 500 euro.
Ma c’è di più, soprattutto in materia di costi extra. Per il Parlamento, i passeggeri dovrebbero poter portare a bordo gratuitamente un bagaglio a mano di piccole dimensioni (7 chili e 100 centimetri complessivi), oltre che un oggetto personale come borsa o zainetto. E in caso di disservizi, le compagnie aeree dovrebbero fornire entro 48 ore moduli precompilati agli utenti per domandare compensazioni e rimborsi. Resta, poi, il dovere di assistenza: bevande e snack due ore dopo l’orario di partenza previsto, un pasto dopo tre e pernottamento in caso di lunghe attese. «Non faremo passi indietro. Le regole su cui le persone contano oggi restano la base: siamo determinati a migliorarle, non ad annacquarle», ha affermato il relatore parlamentare Andrey Novakov.
La bozza dovrà essere approvata la prossima settimana durante la plenaria di Strasburgo. Riconciliare la posizione con il Consiglio, però, sarà un’impresa tutta in salita.