Il Messaggero, 13 gennaio 2026
Fisco, entrate in crescita a 530 miliardi (tra gennaio e novembre su del 2,2%)
Non si ferma l’andamento positivo delle entrate tributarie. Anche novembre è stato un mese positivo che si è chiuso a positivo per le entrate tributarie, che si è chiuso sfiorando quota 59 miliardi. Dato che porta le entrate nei primi undici mesi dello scorso anno a 520,5 miliardi, con un aumento del 2,2% rispetto allo stesso periodo del 2024.
In aumento sono in particolare gli incassi dall’attività di controllo e di accertamento svolta dall’amministrazione fiscale. Nel complesso il recupero ha fatto segnare un +6,6% e la percentuale balza all’11,9% se si prendono in considerazione le sole imposte dirette.
Nel dettaglio, a novembre, le imposte dirette sono salite dell’1,9% a 28,6 miliardi, con un balzo del 21,9% dell’Ires. Quanto alle imposte indirette dall’Iva sono arrivati a quasi 19,6 miliardi, in crescita del 3,1%. Il prelievo sulle importazioni è stato di 1,5 miliardi, in aumento del 4,8%.
Guardando i dati sull’orizzonte degli undici mesi, tra gennaio e novembre l’imposta sul valore aggiunto ha raggiunto i 160,8 miliardi, con una crescita del 3% (in termini assoluti circa 4,7 miliardi).
In calo invece l’Irpef dalle ritenute su dipendenti e pensionati. Rispetto allo stesso periodo del 2024 la flessione è stata dell’1,9%. È l’effetto della stabilizzazione di alcune misure come l’accorpamento da quattro a tre delle aliquote Irpef e della riduzione del cuneo fiscale. Di contro si registra un aumento del 5,2% delle ritenute sul lavoro autonomo e balzano le entrate da rendite da capitale
Da gennaio c’è poi stata una crescita dell’1,7% delle entrate relative ai giochi, con un balzo di 113 milioni portando il totale a oltre 6,7 miliardi di euro. In calo invece l’Irpef dalle ritenute sui lavoratori dipendenti.
Crescono poi le imposte sostitutive sui fondi pensione. Il dato va letto assieme all’aumento delle forme pensionistiche complementari che, secondo le rilevazioni della Covip, hanno totalizzato un +4,2% rispetto al 2023.
Cresce, poi, l’incasso legato all’imposta di bollo. La crescita è di 2 miliardi, il 25% in più rispetto allo scorso anno. L’andamento è dovuto in particolare alle misure introdotte a dicembre 2024 con la legge di bilancio che, nell’ambito del contributo richiesto a banche e assicurazioni alle coperture per le misure messe in campo: in particolare per la sanità e il taglio delle tasse.
Questo provvedimento ha richiesto la modifica al regime con il quale le compagnie devono versare l’imposta dovuta dai sottoscrittori sui prodotti assicurativi vita di ramo III e IV ossia le polizze e che hanno come sottostante dei prodotti d’investimento. In base alle modifiche, il dovuto non va più versato come in passato al momento del rimborso o del riscatto, ma con cadenza annuale.