D - la Repubblica, 13 gennaio 2026
Claudia Schiffer: “Sono stata una musa, ma solo e soltanto di me stessa”
Anche Claudia Schiffer, come Afrodite, a un certo punto è nata dalla schiuma. Non del Mediterraneo (nella sua Düsseldorf non c’è), bensì quella generata da una marea di fotografie che per oltre trent’anni l’hanno decretata supermodel e fashion icon ma, puntualizza dalla sua dimora nella campagna inglese, “musa solo e soltanto di me stessa”. Immagini che potevano donarle un’eterna giovinezza separata dalla vita corporea e invece lei pare aver inghiottito come pastiglie miracolose, cristalli dell’idea di sé che nutrono la sua pelle insieme a una disciplina tedesca di monitoraggi, bagni gelati e raggi infrarossi. Ha appena annunciato il suo impegno come investitrice e ambassador del marchio di longevity e beauty tech Healf, e lo scorso agosto ha compiuto 55 anni. Età che non nasconde però inganna. Struccata, ma padrona di tantissimi trucchi.
Il suo orologio epigenetico cosa indica?
“Dice che la mia vera età è 40 anni. Il che è affascinante, perché ha a che fare soprattutto con quanto mi sento in salute, e non come appaio esteriormente”.
Pratica uno: immersioni ghiacciate.
“Le amo, così come le saune a infrarossi. Di solito le faccio con gli amici e ridiamo come matti cercando d’inventare strategie di sopravvivenza per restare immersi 3 minuti nell’acqua a 10°, e godere della scarica di adrenalina che arriva dopo. Ma è un’esperienza non adatta a tutti quindi è meglio consultare un medico, prima di provarci”.
Accetterebbe mai di essere addormentata in crio-sonno per un anno, sapendo che le donerebbe dieci anni in più?
“Assolutamente no. Io voglio godermi la vita qui e adesso: tanto, cosa riserva il futuro, non si può mai sapere”.
Con che frequenza medita?
“Ogni giorno. Mi sdraio per trenta minuti sul tappetino a infrarossi HigherDose Pemf dose e mentre sto lì, leggo un libro. È l’equivalente di stare all’aperto coi piedi nella sabbia: cosa che, vivendo nella campagna inglese, non è possibile. Anche concedermi dei bagni coi sali di Epsom mi aiuta ad alleviare lo stress e a ritrovare la calma”.
A quanti controlli si sottopone?
“Faccio una “revisione completa” una volta all’anno, un po’ come le automobili”.
Ha mai sognato di avere in casa una camera iperbarica?
“In realtà sogno un lettino per le terapie a luce rossa, ideale per ridurre l’infiammazione generale”.
Il documentario Don’t die sul milionario Bryan Johnson e i suoi esperimenti estremi di biohacking l’ha visto? Che ne pensa?
“Non l’ho visto, ma seguo con interesse il suo podcast: lo trovo coraggioso e fonte di grande ispirazione”.
Indossa dispositivi per monitorare i suoi parametri vitali?
“Sì, l’Oura Ring, che mi ha aiutata a capire come dormire meglio e vedere quante calorie brucio dopo l’allenamento: un’aggiunta tecnologica divertente alla mia routine che controllo soprattutto al mattino, sorseggiando il caffè”.
Il progetto di ambassador per Healf la vedrà nel ruolo di coach a dare consigli su pratiche e prodotti. Lei assume combinazioni di booster?
“Prendo regolarmente un integratore che aiuta il mio corpo a sintetizzare nuove proteine, muscoli e collagene, ma senza calorie, per non interrompere il mio digiuno mattutino. Poi, a stomaco vuoto, assumo un prodotto a base di colostro che credo abbia rafforzato il mio sistema immunitario. E poi vitamina D in dose elevata, 5.000 Ui al giorno dal lunedì al venerdì, per proteggermi dalle malattie ed eventualmente facilitare i processi di guarigione”.
Ha detto: “Nel pieno della carriera ero totalmente concentrata sulla strategia per restare al vertice: era esaltante ed estenuante”. Quando ha iniziato a pensare al suo benessere?
“Negli gli anni 90 era tutta una questione di competizione, dovevi arrivare al top e restarci. Finché, intorno ai trent’anni, quando sono rimasta incinta per la prima volta e mi sono sentita responsabile per un altro essere umano, ho cominciato a leggere tanto su nutrizione e benessere. Da allora sono sempre stata attenta a ciò che entra nel mio corpo. E a ciò che vi applico sopra”.
Per tutta la vita le avranno chiesto della sua beauty routine, invece i cinque pilastri della sua longevity routine, prodotti a parte, quali sono?
“Li riassumerei così: prima di tutto solo cibi naturali e non processati. Poi, 15 minuti quotidiani di respirazione profonda e almeno uno o due litri d’acqua. Dal lunedì al venerdì alterno allenamento con i pesi, pilates reformer e stretching, a cui aggiungo balletto o danza, che amo. Ma direi infine che avere un partner, delle vere amicizie e sentirsi parte di una comunità è altrettanto fondamentale. Per invecchiare stupendamente e naturalmente. Ma soprattutto, per essere felice”.
Alcuni ritengono che le aspettative di vita possano arrivare a 150 anni: la prospettiva l’affascina o la inquieta?
“Molti tra i miei amici ne sono turbati, e a buon motivo. Io penso invece che l’idea di estendere la durata dell’esistenza integrando l’intelligenza artificiale a ciò che già conosciamo aprirà strade del tutto nuove. Uno scenario che personalmente mi entusiasma”.
A cosa si dedicherebbe, se avesse tutto quel tempo davanti?
“Se potessi contare su quegli anni in più, insieme a mio marito dedicherei il tempo ai miei figli e ai figli dei miei figli. E con tutta probabilità, imparerei una volta per tutte a cucinare”.