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 2026  gennaio 13 Martedì calendario

Maxi frode fiscale, sequestro da 24 milioni all’’uomo delle stelle’, Stefano Cocco

Fatture per operazioni inesistenti, compensazioni IVA fittizie, dichiarazioni dei redditi costruite su crediti che non c’erano. È da qui che parte l’indagine che questa mattina ha portato i militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Roma a sequestrare beni per 24 milioni di euro, svelando un sistema che avrebbe coinvolto 21 società e 31 persone.
Al centro del meccanismo, secondo la Procura di Roma, un imprenditore già noto alle Fiamme Gialle di Reggio Emilia e conosciuto dal grande pubblico come “l’uomo delle stelle”. Si tratta di Stefano Cocco, 46 anni, romano, critico enogastronomico, editore e volto televisivo, protagonista della sketch comedy So Wine So Food andata in onda su Sky. La scorsa estate il suo nome era circolato anche in ambienti calcistici, accostato a un possibile acquisto della Salernitana. Ed è a lui che, secondo l’accusa, faceva capo l’architettura societaria messa in piedi per frodare il fisco.
Le indagini, condotte tra il 2019 e il 2022, avrebbero fatto emergere un articolato sistema di evasione fiscale e contributiva, basato sull’indebita compensazione di crediti fiscali inesistenti per circa 11 milioni di euro. Crediti generati attraverso una rete di società intestate a prestanome, operative in diversi settori economici, e alimentati anche dall’emissione di fatture per operazioni inesistenti per oltre 12,5 milioni di euro.
Il cuore della frode sarebbe stato rappresentato dalle cosiddette società “cartiere”, utilizzate per presentare false dichiarazioni IVA e creare crediti fittizi, successivamente trasferiti ad altre società riconducibili allo stesso dominus occulto. Il passaggio avveniva tramite simulate cessioni di rami d’azienda. A completare il quadro, secondo gli inquirenti, un sistematico ricorso alla somministrazione illecita di manodopera, mascherata da rapporti commerciali solo formalmente esistenti.
Per Cocco non si tratta del primo coinvolgimento in un’inchiesta fiscale. Già un anno fa era indagato nella maxi operazione della Guardia di Finanza di Reggio Emilia su un’associazione finalizzata alla frode fiscale, insieme ad altre 178 persone. In quel filone investigativo le contestazioni riguardavano un giro di circa 18 milioni di euro.