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 2026  gennaio 13 Martedì calendario

Auto elettriche, l’Europa alla Cina: prezzi minimi al posto dei dazi

Bruxelles ieri ha presentato un documento orientativo che propone ai produttori cinesi di stabilire dei prezzi minimi per le auto elettriche vendute in Europa, evitando così di pagare i dazi attualmente in vigore. Un passo avanti che potrebbe risolvere la lunga controversia sulle auto elettriche tra Bruxelles e Pechino, anche se il processo negoziale è ancora lungo. La notizia era stata anticipata ieri dal governo cinese, che ha parlato di una svolta nei negoziati. «Ciò contribuisce non solo a garantire il sano sviluppo delle relazioni economiche e commerciali tra Cina e Ue, ma anche a salvaguardare l’ordine commerciale internazionale basato sulle regole», ha dichiarato il ministero del Commercio cinese, esprimendo soddisfazione per il documento Ue. Tuttavia non si tratta di un vero e proprio accordo, ma di una serie di indicazioni per i produttori cinesi, come ha chiarito poco dopo la Commissione europea tramite un portavoce. «Il documento che abbiamo pubblicato oggi fornisce indicazioni agli esportatori cinesi per presentare offerte di impegno sui prezzi per l’esportazione nella Ue di veicoli elettrici a batteria, attualmente sotto dazio compensativo. Quindi, sia chiaro: questo documento fornisce solo indicazioni, niente di più, per valutare alternative ai dazi anti-sovvenzioni», ha dichiarato il portavoce Olof Gill. A ottobre 2024, a conclusione di un’indagine antidumping sui sussidi concessi da Pechino ai produttori di auto elettriche, l’Ue aveva deciso di imporre dazi compresi tra il 7,8% e il 35,3% sulle importazioni dalla Cina. Lo scorso dicembre, la Commissione «ha avviato un’indagine di riesame intermedio per esaminare un’offerta di impegno sui prezzi» e per questo, «abbiamo ritenuto che il momento fosse maturo per pubblicare queste linee guida», ha spiegato Gill. Bruxelles ha ribadito la disponibilità a valutare alternative ai dazi per «ristabilire condizioni di parità, niente di più. È questo che stiamo cercando: equità e condizioni di concorrenza leale». La Commissione ha fatto sapere di aver ricevuto «un’offerta, da un’azienda, per un modello specifico» e di essere pronta a valutare altre proposte, a condizione che «affrontino in modo adeguato il vantaggio competitivo sleale».