il Fatto Quotidiano, 12 gennaio 2026
La sai l’ultima?
Philadelphia Arrestato un ladro di cimiteri: aveva casa piena di teschi e parti di cadaveri
La polizia di Philadephia ferma un’auto vicino a un cimitero abbandonato e sul sedile posteriore trova ossa e teschi in bella vista. Non è Halloween, ma l’anticamera di un seminterrato che è un catalogo dell’orrore: resti umani ovunque, appesi, ricomposti, impilati sugli scaffali come oggetti da collezione. Il proprietario è un trentenne accusato di aver “prelevato” un centinaio di defunti dal Mount Moriah Cemetery, il più grande cimitero abbandonato degli Stati Uniti. Un posto con 150 mila sepolture lasciate al loro destino, che questo inquietante collezionista d’ossa ha trasformato in magazzino personale. Mausolei forzati, tombe scassinate, gioielli recuperati insieme alle ossa. Quando la polizia entra in casa sua, trova di tutto: crani, mani mummificate, torsioni degne di un museo dell’orrido. L’uomo è stato arrestato, ma quello che fa paura, della notizia, è ciò che racconta della civiltà americana: un Paese dove si abbandona un cimitero grande come un quartiere.
Catania In una gelateria compare il gusto “pistacchio gay” ma le associazioni arcobaleno non ci trovano niente da ridere
In Sicilia il progresso si è fermato sul bancone di una gelateria catanese. Brillante invenzione dei titolari: il pistacchio gay. Non per rivendicazioni arcobaleno, ma per una più raffinata operazione cromatica: verde pistacchio più cioccolato rosa. Somma semplice, risultato audace. Il gusto però è risultato indigesto a chi si occupa di diritti civili. Luigi Tabita, attore e attivista, fa notare l’ovvio: associare il rosa al “gay” non è una battuta innocente, soprattutto in una cultura dove il maschile deve stare lontano da tutto ciò che sembra fragile, tenero o “diverso”. Il cono diventa così un micro-manifesto di stereotipi serviti freddi. Open Catania, collettivo queer dell’Arci, lo ribadisce: non c’è nulla di spiritoso, siamo nel 2026 e forse potremmo evitare di perdere tempo con pistacchi sessualizzati mentre fuori c’è un mondo che brucia. E comunque, per dirla tutta: pistacchio e cioccolato rosa, che cafonata è?
Forrest Ventisette anni fa, Karl Bushby ha deciso di ritornare a piedi dal Cile in Inghilterra. Nel 2026 finalmente arriva a casa
Nel 1998, in un bar, Karl Bushby fa quello che fanno in molti dopo diverse birre: dice una fesseria, ma bella grossa. “Torno a casa a piedi”. La casa è Hull, Inghilterra. La partenza: Punta Arenas, Cile. Giusto un emisfero più in là. Ventisette anni dopo, Bushby è ancora lì che cammina. Senza sponsor, senza hashtag motivazionali, con uno zaino, un carrellino trascinato a mano e due regole ferree: niente mezzi motorizzati e non si torna a casa, se non a piedi. Le promesse da bar, se prese sul serio, sono un macello. Nel frattempo ha attraversato 25 Paesi, 30 mila miglia, giungle, deserti, montagne, oceani ghiacciati. Ha superato il Darién Gap – dove in tanti sono scomparsi– si è fatto arrestare in Russia, ha camminato sullo stretto di Bering su lastre di ghiaccio che si spaccano sotto i piedi. Ora è in Europa. Mancano mille miglia: nel 2026 arriverà davvero a casa sua. Nessun traguardo, nessuna folla. Solo un uomo posseduto da un’idea radicale.
Paesi Bassi Fanno scrivere il testo della cerimonia nuziale a Chatgpt, ma si scorda il codice civile e il matrimonio è nullo
In Olanda puoi sposarti con un amico come celebrante, ma non con ChatGpt come parroco laico. Lo ha stabilito il tribunale di Zwolle, che ha annullato un matrimonio dopo una cerimonia scritta dall’intelligenza artificiale. Troppo sentimento (robotico), ma nessun rispetto per la burocrazia. Le promesse del testo c’erano: “ridere insieme”, “amarsi per sempre”, “crescere uniti”. Mancava solo un dettaglio irrilevante: il riferimento agli obblighi previsti dal codice civile. Risultato: marito e moglie sì, ma solo emotivamente; giuridicamente no. Per i giudici, il sì pronunciato davanti a parenti e amici non basta se non dici esplicitamente che rispetterai l’articolo 1:67, paragrafo 1. La coppia ha provato a spiegare che annullare tutto avrebbe avuto un “impatto emotivo significativo”. Il tribunale ha risposto picche: la legge non si commuove. ChatGpt sa scrivere promesse eterne, tutte uguali, ma non conosce i codici del diritto.
California Inquilini molesti: un orso di 200 chili vive per mesi dentro al vespaio di una casa di Los Angeles
A Los Angeles l’emergenza abitativa ha colpito anche i plantigradi. Un orso nero di oltre 200 chili ha occupato per più di un mese il vespaio sotto la casa di Ken Johnson, ad Altadena, entrando e uscendo come un coinquilino molesto: mattoni divelti, tubi del gas piegati, zero contributi alle spese. Le telecamere lo mostrano mentre scardina grate e si infila da un buco grande quanto una cattiva idea. Johnson ha chiesto aiuto alle autorità, ma niente: l’orso ha continuato imperturbabile a prendersi il suo seminterrato. Quindi è intervenuta la Bear League, ong specializzata nella convivenza pacifica con gli orsi: l’unico sindacato degli sfratti disposto a occuparsi di un caso del genere. Uno degli operatori è entrato nel vespaio e ha “incoraggiato” le bestia ad andarsene. Missione compiuta e fine dell’occupazione, per ora. All’ingresso è stato piazzato anche uno zerbino elettrico per evitare nuove incursioni. Johnson ha aperto una raccolta fondi per ripagare i danni, l’orso invece ha solo cambiato indirizzo.
Iowa Una paziente perde gli anelli di famiglia in mezzo ai rifiuti ospedalieri, glieli ritrovano grazie ai raggi X
In un ospedale dell’Iowa i raggi X non sono serviti a individuare un osso rotto, ma a ricomporre una probabile frattura familiare. All’ospedale di Grundy County è stata inaugurata la radiografia applicata alla pattumiera: un reparto d’avanguardia per il recupero di oggetti perduti. Protagonista Susan Sinnwell, entrata per esami di routine e uscita con una diagnosi inattesa: due anelli di famiglia dispersi tra i rifiuti. Prima delle lastre li toglie, li nasconde in un tovagliolo, poi li dimentica e finiscono nella pattumiera. Da lì scatta il piano di emergenza, si coinvolge la ditta dei rifiuti, si apre il compattatore e si affronta una montagna di monnezza come fosse una scena del crimine. Sessanta sacchi passati al metal detector. Quelli sospetti vengono portati in ambulanza e sottoposti a esami radiologici. Sacchi clinicamente osservati. Diagnosi: presenza di oro. Missione riuscita, gli anelli tornano alla legittima proprietaria. È vera medicina sociale: prendersi cura di una persona non significa solo guarirla, ma aiutarla a ritrovare ciò che ha perduto.
Detroit Per i paramedici è morta, ma dopo due ore si sveglia nel sacco dell’obitorio. Tre milioni di risarcimento ai parenti
La morte dichiarata con una telefonata. A Southfield, periferia di Detroit, la ventenne Timesha Beauchamp viene assistita dai paramedici per una crisi respiratoria. Tentano di rianimarla, poi consultano un medico al telefono e si arrendono: deceduta, fine. Qualche ora dopo, in un’agenzia funebre, la cerniera del sacco si apre e Timesha spalanca gli occhi, ansima, respira. Non è un miracolo evangelico: è il sistema di emergenza americano. Viene riportata in ospedale, ma morirà due mesi dopo. Avrebbe potuto salvarsi, diranno poi altri medici, se fosse stata portata subito al pronto soccorso invece che direttamente verso l’aldilà. Il comune ha provato a difendersi parlando di “circostanze straordinarie”, ha messo in mezzo la pandemia globale, il capo dei pompieri ha evocato la “sindrome di Lazzaro”, quella per cui i morti risorgono da soli, senza preavviso. Southfield pagherà 3,25 milioni di dollari alla famiglia: nessuna cifra cancella la tragedia, ma può ricordare che non è il caso di dichiarare morta una persona che respira.