Corriere della Sera, 12 gennaio 2026
Michel Moioli: «Voglio una medaglia in casa»
Michela Moioli, 30 anni, da Alzano Lombardo, oro olimpico nello snowboard cross a Pyeongchang nel 2018 e portabandiera quattro anni più tardi a Pechino, ha una richiesta: «Mi piace parlare della persona Michela, non solo dei risultati di Moioli».
Come sta lavorando la ragazza Michela in vista delle Olimpiadi di Milano-Cortina?
«Cerco di essere consapevole, presente in tutto quello che faccio».
Il fatto di aver vinto tutto, per ultimo l’oro ai Mondiali l’anno scorso, le ha fatto capire che è tempo di dare più spazio alla persona?
«Sì. Non ci sono solo i risultati, nello sport. Voglio dare anche altro di me».
Michela Moioli è studentessa universitaria, in Scienze Motorie.
«Finalmente ho finito gli esami! Adesso devo scrivere la tesi».
Ma sono in arrivo le Olimpiadi, sulla pista di Livigno.
«Ho già il piano: i Giochi, una vacanza e poi la tesi».
Andrà a fare surf?
«No, in bici. Mi sono appassionata di gravel, un ibrido tra bici di corsa e mountain bike. Ho fatto surf in primavera, alle Maldive e alla Canarie».
Ultimamente sempre capelli lisci, via i ricci.
«Ogni tanto li stiro perché voglio somigliare a Lindsey Vonn (ride)».
È lei il suo idolo?
«L’unico idolo che io abbia mai avuto. Il suo rientro è stato emozionante, a 40 anni ha dimostrato che, se ti metti in testa un obiettivo, lo puoi raggiungere: ha già vinto due volte. Apprezzo il suo lato umano, parla di sé e delle sue difficoltà, una rarità nei grandi atleti».
Lei e Vonn condividete l’amicizia con Goggia.
«Io e Sofia siamo sempre disponibili l’una per l’altra. È empatia bergamasca. Ci siamo riviste alla cerimonia in Quirinale, aveva appena vinto il superG in Val d’Isère: è sul pezzo, centrata e determinata. L’ho vista serena, è la cosa più importante».
La prima volta che ha incontrato Sergio Mattarella era il 2018, fresca di medaglia d’oro.
«Si ricorda di me, mi fa molto piacere. Ha grande riguardo nei miei confronti. La cerimonia di dicembre è stata emozionante, mi è rimasto impresso il discorso di Chiara Mazzel, portabandiera e sciatrice paralimpica: lo sport come sinonimo di libertà, scoperta, aiuto reciproco».
Ora l’atleta Moioli: due gare e due secondi posti in stagione, uno in individuale e l’altro in coppia con Lorenzo Sommariva. Buone sensazioni?
«Molto positive. In gara mi sono sentita bene, nonostante un po’ di tensione nelle ore prima».
Obiettivo oro?
«Non ci penso. Il nostro percorso è un giorno alla volta. Adesso ho la testa alle gare in Cina, il 17 e 18 gennaio. Ma ovviamente sogno una medaglia, sono un’agonista e amo vincere. Vorrò godermi a pieno le giornate olimpiche, i secondi prima della gara quando sarò al cancelletto, sapendo che tutta la famiglia sarà lì per me».
Il momento più bello della carriera: oro alle Olimpiadi o ai Mondiali?
«Scelta impossibile... Ma io metto anche il podio in Coppa del Mondo a Les Deux Alpes nel 2023 nella prima gara dopo un anno di pausa».
Le Olimpiadi, il viaggio, la tesi... E poi?
«Non ho ancora deciso cosa ne sarà della mia carriera. Un giorno penso che vorrei andare avanti altri quattro anni, il giorno dopo che vorrei chiudere dopo Milano-Cortina. Vedremo, credo dipenderà molto da come mi sentirò dopo i Giochi».
Lo snowboard italiano sta ottenendo grandi risultati.
«C’è un movimento florido che parte dai club e ci sono tantissimi talenti soprattutto in gigante, specialità in cui è sufficiente realizzare un tracciato. Mentre per lo snowboard cross servono strutture adeguate, in futuro mi piacerebbe occuparmene».
L’insegnamento più importante che le è arrivato dai genitori?
«La gentilezza e la resilienza, l’indole bergamasca di non mollare mai. Il resto l’ho imparato grazie allo sport».
È sempre stata spericolata?
«Sì. All’inizio sciavo, quando avevo sette anni mia mamma mi ha detto: “Prova con la tavola, hai più possibilità di raggiungere alti livelli”. Non ho più messo gli sci ai piedi».
Il regalo più bello che si è fatta?
«Un furgone: amo la van-life. Ed essere una come tanti in acqua a prendere le onde».