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 2026  gennaio 11 Domenica calendario

Meloni dà per nuovi 30 mila poliziotti, ma è solo turnover

“Noi abbiamo lavorato moltissimo sulla sicurezza, chiaramente gli anni di lassismo non sono facili da cancellare”, ha dichiarato ieri la premier Giorgia Meloni. Poi ha aggiunto: “I risultati per me non sono sufficienti, questo è l’anno in cui si cambia passo e si fa ancora di più”. E ancora: “Sono moltissime le iniziative che abbiamo varato”. E tra queste ha citato “30mila assunti tra le forze ordine”. Già due mesi fa, il 6 novembre, aveva scritto sul suo profilo X: “Leggo che alcuni esponenti della sinistra sostengono che questo Governo ‘non avrebbe investito nulla sulla sicurezza. Una tesi comoda, ma smentita dai numeri. Negli ultimi tre anni abbiamo già assunto circa 37.400 agenti nelle Forze di Polizia e prevediamo, da qui al 2027, altre 31.500 assunzioni”. C’è qualcosa che manca, però, a queste due dichiarazioni (anch’esse molto “comode”, volendo usare il linguaggio di Meloni) per renderle davvero aderenti alla realtà.
Il primo elemento che va aggiunto è che le forze dell’ordine erano e restano pesantemente sotto organico. La Polizia di Stato dovrebbe contare su circa 109mila dipendenti. In realtà sono circa 98mila. Siamo di fronte quindi a una scopertura del 10 per cento. Se prendiamo i dati del 31 dicembre 2023, però, ci accorgiamo che i poliziotti all’epoca erano circa 99mila. E quindi, il loro numero, invece di aumentare è addirittura diminuito. Va detto che è stato proprio il Governo Meloni a prevedere l’aumento della pianta organica fino a 109mila dipendenti, ma soltanto sulla carta, perché come abbiamo visto la scopertura è addirittura peggiorata. Idem per la Gdf che, nel 2022, contava 59.498 dipendenti, scesi a 58.689 nel 2024, con una scopertura di circa 5,900 posti pari, anche qui, al 10 per cento.

Ma allora, il riferimento alle 30mila assunzioni? Non è altro che il turn over, l’ingresso dei nuovi poliziotti o finanzieri, a fronte di quelli che, ogni mese, vanno in pensione.
Il comandante generale dei carabinieri, Salvatore Luongo, nel marzo scorso ha segnalato alla Camera dei Deputati “come l’Arma attualmente conti 108.963 Carabinieri, a fronte di una forza prevista di 120.956 militari, registrando una carenza di quasi 12.000 unità, corrispondente a circa il 10% della forza”. E ancora: “Questo deficit condiziona le unità operative di tutte le Organizzazioni funzionali, chiamate oggi a sostenere un carico di lavoro che, come abbiamo visto, è già molto rilevante e in tendenziale crescita”. Luongo ricorda la ripresa, nel 2016, del turn-over al 100%. E anche 7.600 arruolamenti straordinari concessi dal 2017 al 2025. Cifre che hanno consentito un “parziale ripianamento dei Reparti”. Ma c’è un problema: “La riduzione del turn-over al 75% prevista per il 2026” e il “decremento delle assunzioni di circa 1.000 unità”. A cosa si riferisce? Semplice: il governo Meloni, per ben due anni consecutivi (2024/25) ha provato a ridurre il turn over nelle forze dell’ordine (previsto per tutta la pubblica amministrazione).
E quindi: sostenere che la “sicurezza” sia una bandiera del proprio governo e, nello stesso tempo, decidere di decurtare d’un quarto il turn over delle forze dell’ordine, già pesantemente sotto organico, somiglia a una presa per i fondelli. Certo, il governo può replicare che però, alla fine, il turn over non è più stato toccato. Vero. Ma soltanto grazie alle pressioni dei sindacati.
Nell’ottobre 2025, per esempio, i sindacati di Polizia denunciano che la “bozza della legge di bilancio 2026 dimostra una disattenzione grave nei confronti delle Forze dell’Ordine. Molte delle misure contenute sembrano pensate per colpire più che per sostenere”. Lo dichiarano Stefano Paoloni, Domenico Pianese, Valter Mazzetti e Pietro Colapietro, rispettivamente segretari generali dei sindacati di Sap, Coisp, Fsp Polizia e Silp Cgil. Non male per un governo che 48 ore fa giura di voler fare della sicurezza il proprio focus. La realtà è che appena tre mesi fa i sindacati contestavano la bozza di bilancio. Dove era previsto “un innalzamento dell’età pensionabile” e “nessuna misura concreta per colmare il vuoto di oltre 10mila agenti e nemmeno la copertura integrale dei pensionamenti”. “Con il limite del 75%” hanno dovuto segnalare i sindacati “nel 2026 perderemo altri 1300 poliziotti. Una voragine che s’allarga mentre si chiedono sempre più sacrifici a chi è rimasto in servizio”. Aggiungiamo i mille carabinieri in meno di cui parla Luongo alla Camera e il 25% in meno di finanzieri: il progetto (poi naufragato) del governo che oggi propaganda cambi di passo sulla sicurezza, appena tre mesi fa era quello di ridurre di circa 3mila unità le forze dell’ordine. Peraltro già affaticate dall’assenza di almeno un dipendente su 10.