Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2026  gennaio 10 Sabato calendario

Mago Forest: "Tutta colpa di Zelig se non dirigo il Cern"

«Zelig è stato il mio Big Bang – assicura mr Forest, al secolo Michele Foresta: a Zelig, sia cabaret milanese che show tv, fin dalle origini-. Senza, forse, non avrei neppure continuato. Avrei potuto diventare ministro o direttore del Cern». E invece è uno dei volti più noti usciti da quella grande fucina della comicità che nel 2026 compie anni importanti: 40 (il locale) e 30 (il programma). Va indietro nel tempo: «Quando sono approdato a Zelig il locale non si chiamava neppure così: era L’ultimo metro, che nella mia beata ignoranza cinefila immaginavo al capolinea della metropolitana. Facevo la scuola di mimo Quelli di Grock e Giancarlo Bozzo, che lo gestiva, chiese qualcuno per animare un po’ le serate. Debuttai come clown e mimo (tersicoreo per giunta)».
Il mago Forest, «una parodia, un personaggio stralunato e un antieroe», sarebbe arrivato in un secondo momento. «Non ero nelle famose prime due puntate che Mediaset registrò allo Zelig per celebrare i 10 anni del locale, ma avrei fatto parte del cast fisso dall’anno dopo (Facciamo cabaret, conduzione Bisio-Elia) per 4 o 5 stagioni, quelle del passaggio da Italia 1 a Canale 5, quando il fenomeno Zelig come ascolti giunse a contrastare Sanremo. Ma dei numeri chi se ne importa». Se l’arrivo della tv «fu una manna dal cielo», tuttavia non cambiò «l’atmosfera, il dietro le quinte, le relazioni tra comici. Era la tv che senza snaturarci veniva da noi: le riprese non erano in studio ma in viale Monza (solo dopo sotto il tendone da circo e nei teatri). Ovvero restavamo nella nostra comfort zone». Quegli esordi e poi la lunga storia di Zelig in tv, ora Mediaset li celebra in uno show lunedì su Canale 5 che è alternanza di passato e presente. Lui per esempio farà «con lo stesso abito di allora (dovrò solo stare attento a non respirare) il numero del piraña ammaestrato. Ripeterò le stesse battute: allora nessuno rise, ero troppo in anticipo. Vedremo le reazioni di oggi: rideranno o sembreranno vecchie? È la maledizione di ogni comico sbagliare il momento».
Trent’ anni, e pare ieri. Prima di Zelig nel varietà tv classico c’erano sketch e barzellette e grandi nomi comici, ma diluiti in mezzo allo show. Arbore con Quelli della notte, Serena Dandini con la Tv delle ragazze avevano iniziato a mostrare che altri format erano possibili. Però restavano di nicchia, relegati in seconda serata. Zelig invece, partito piccolo e nottambulo, sarebbe approdato in prime time sull’ammiraglia Mediaset con ascolti da sfracello. Ideato e scritto da Gino & Michele e Giancarlo Bozzo, Zelig – 120 puntate in seconda serata, 150 in prima, oltre 200 artisti in alternanza, 4 Telegatti, più gli spin off Zelig Off e Zelig on –proponeva lo stile cabaret dove i suoi protagonisti avevano mosso i primi passi: un palcoscenico anche angusto, il pubblico dal vivo molto reattivo, pochi minuti alla ribalta in cui giocarsi tutto. Fuori uno, sotto un altro. Era l’«all in» della risata. Molti da illustri sconosciuti vinsero il banco: hanno fatto scuola e la comicità attuale senza di loro sarebbe impensabile. In ordine sparso: Aldo Giovanni e Giacomo, Mr Forest, Crozza, Ficarra e Picone, Zalone, Balasso, Cucciari e Mannino, Ale e Franz, De Luigi, Cevoli, per non parlar degli altri.
In un percorso della memoria ne rivedremo molti: come sono e come erano, in un’alternanza di presente e archivio. A Roy Paci, Elio e le Storie Tese e Paolo Jannacci Band l’incombenza di interpretare le sigle storiche e dare base sonora ai mini-musical ideati da Rocco Tanica. E sul palco, a governare ancora una volta platea ed ospiti Claudio Bisio affiancato da Vanessa Incontrada, la più affiatata delle partner (tra le altre Hunziker, Cortellesi, Hidding, Ventura). «Si impose subito come il più credibile luogo d’incontro e di scambio della comicità del Paese – ricordano gli autori Gino, Michele e Bozzo -. All’inizio, in viale Monza, gli artisti venivano da tutt’Italia praticamente a loro spese pur di respirare quell’aria. Poi, nell’ottobre del 1996, arrivò la tv. Dovevano essere due puntate in seconda serata su Italia 1, sarebbe diventato il programma di intrattenimento più longevo di tutte le tv italiane».
Ale, che con Franz sarà nella prima puntata ed era colonna di Zelig on, ricorda l’entusiasmo e «il senso di sospensione, l’aspettativa di capire cosa ne sarebbe stato di noi. Partimmo in sordina. Ci conoscevamo, quasi tutti amici, affiatati, con pregressi molto simili. Certo non immaginavamo che successo sarebbe stato quel programma. Nella mia memoria, indissolubilmente legati a quel periodo i “Martesana": Bisio, Oreglio, io e Franz in tutina nera sul modello Gufi».
Mr. Forest ricorda poi il suo rapporto con l’altro mago di Zelig, Raul Cremona. «Tra noi nessuna rivalità, anzi siamo amicissimi, roba da vacanze insieme con le famiglie. Il suo Silvano “Sim Sala Min”, parodia del Mago Silvan, nacque direttamente sul palco: aveva trovato una parrucca nei camerini, se la mise e uscì mentre mi esibivo io. La regia ci lasciò fare mentre ci prendevamo in giro. Così uno scherzo diventò un nuovo personaggio».