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 2026  gennaio 11 Domenica calendario

Israele, arrestato il capo di gabinetto di Netanyahu per una fuga di informazioni riservate

La polizia israeliana ha annunciato l’arresto di un collaboratore stretto del Primo ministro perché sospettato di aver ostacolato un’indagine legata, secondo i media israeliani, a fughe di informazioni sottoposte a segreto militare sulla guerra contro il movimento islamista palestinese Hamas. L’affare, che indebolisce Benjamin Netanyahu, riguarda un documento riservato presentato come proveniente dal capo – oggi deceduto – di Hamas, Yahya Sinwar.
Il testo era stato trasmesso al media tedesco Bild in piena guerra nella Striscia di Gaza, nel settembre 2024, in violazione della censura militare israeliana. «Un alto responsabile dell’ufficio del Primo ministro è stato posto in stato di fermo per essere interrogato per sospetti di intralcio a un’indagine», ha dichiarato la polizia in un comunicato, senza identificarlo per nome.
Secondo i media israeliani, si tratta di Tzachi Braverman, attuale capo di gabinetto di Benjamin Netanyahu, destinato a diventare il prossimo ambasciatore di Israele nel Regno Unito. Braverman è stato recentemente accusato da Eli Feldstein, ex consigliere di Netanyahu, di aver tentato di ostacolare l’indagine su queste fughe di notizie.
Secondo le dichiarazioni di Feldstein all’emittente pubblica Kan all’inizio di gennaio, il capo di gabinetto gli avrebbe proposto di insabbiare l’indagine. Il documento trapelato a Bild suggeriva che Hamas non fosse interessato né a un cessate il fuoco con Israele né a un accordo per la liberazione degli ostaggi, rapiti il 7 ottobre 2023 durante l’attacco del movimento palestinese in Israele che ha scatenato la guerra a Gaza.
Una fuga di notizie che sarebbe stata utilizzata per sostenere la tesi del governo secondo cui solo la pressione militare, e non i negoziati, permetterebbe la liberazione degli ostaggi. Nell’intervista a Kan, Eli Feldstein aveva assicurato che Benjamin Netanyahu era a conoscenza di questa fuga, volta a mobilitare l’opinione pubblica a favore della guerra.
Secondo i media israeliani, domenica la polizia ha perquisito il domicilio di Braverman. L’affaire è tanto più clamoroso in quanto Feldstein è coinvolto anche nel cosiddetto scandalo del “Qatargate”, un’altra vicenda che investe il capo del governo. Feldstein e altri collaboratori del Primo ministro sono sospettati di essere stati reclutati dal Qatar per promuoverne l’immagine in Israele. La monarchia del Golfo, che ospita sul proprio territorio la leadership politica di Hamas, è uno dei principali mediatori dei negoziati tra il movimento e Israele.
Domenica, il leader dell’opposizione Yair Lapid ha chiesto di sospendere la nomina di Braverman come ambasciatore nel Regno Unito, giudicando «inaccettabile» che qualcuno sospettato di «ostruzione a una grave indagine sulla sicurezza rappresenti Israele in uno dei Paesi più importanti d’Europa». Da parte sua, il ministro degli Esteri Gideon Saar ha denunciato su X una «caccia alle streghe».