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 2026  gennaio 11 Domenica calendario

Scuole al gelo: 8 studenti su 10 hanno sofferto il freddo al rientro dalle vacanze

Otto studenti su dieci hanno patito il freddo al rientro dalle vacanze di Natale a causa di impianti spenti o malfunzionanti. A rivelarlo, l’indagine svolta da Skuola.net su un campione di 1200 studenti delle scuole medie e superiori che in alcuni casi – come nel Lazio al liceo Cavour e al Malpighi – hanno organizzato anche alcune proteste.
Il 60 per cento degli intervistati ha infatti dichiarato di aver avvertito più freddo del solito stando seduto al banco durante l’orario di lezione. A questi si aggiungono gli alunni che raccontano di aver provato lo stesso disagio di sempre (circa il 17 per cento), arrivando a sfiorare l’80 per cento del totale.
Le carenze strutturali
Quella dell’edilizia scolastica è una situazione che rimane cristallizzata da anni. Secondo gli open data del ministero dell’Istruzione aggiornati a settembre 2025, circa l’1,5 per cento delle scuole non ha un impianto di riscaldamento; mentre dell’8,7 per cento non si avrebbero alcun tipo di informazioni. Inoltre, nonostante gli interventi del Pnrr che hanno riguardato soprattutto la creazione di nuovi posti nella fascia 0-6 anni e meno l’ammodernamento degli edifici – perlopiù costruite prima degli anni Settanta – nella maggior parte delle sedi vengono ancora usati sistemi a metano (in tre impianti su quattro), molto costosi da tenere in esercizio. Sarebbe proprio la combinazione tra costi elevati e un’edilizia non pensata per l’efficienza termica la causa principale delle temperature proibitive di questi giorni.
Risparmio ed edifici vetusti
Per un terzo degli studenti il problema principale è da individuare nel fatto che i riscaldamenti non sarebbero stati accesi nei giorni precedenti al rientro, forse per esigenze di risparmio degli enti locali, rendendo impossibile scaldare ambienti rimasti freddi per settimane. A questo si aggiungono infissi speso non isolanti e muri che non trattengono la temperatura, oltre alla dispersione di calore dovuta all’apertura ciclica delle finestre per il ricambio d’aria, specialmente per tamponare la circolazione del virus influenzale di stagione.
Lezioni col cappotto addosso
Accanto, il 12 per cento degli intervistati ha segnalato impianti completamente fuori uso; mentre il 9 per cento ha parlato di riscaldamenti tenuti bassi per risparmiare sui consumi. Una quota più ridotta di studenti, invece, ha riferito di impianti fatti funzionare al minimo per “non essere affaticati”, vista la loro età. L’immagine ritratta è presto detta: più di un terzo degli studenti (circa il 36 per cento) ha dichiarato di seguire le lezioni con il cappotto addosso. E non mancano anche i casi più estremi: coperte, stufe o altri dispositivi per riscaldare, fino alla riduzione dell’orario scolastico per l’1 per cento degli studenti.