repubblica.it, 11 gennaio 2026
Crans-Montana, polemiche per la vignetta di Charlie Hebdo con giovani ustionati sugli sci
“Gli ustionati vanno a sciare”. Sta facendo scalpore in Francia e in Rete l’ultima vignetta del giornale satirico Charlie Hebdo. Firmata dal fumettista Salch, che ha preso spunto dal titolo di un film francese di fine anni Settanta (Les bronzés font du ski), il disegno mostra due sciatori gravemente feriti, ustionati, in fiamme che scendono su una pista di Crans-Montana con la scritta “Les brulés font du ski”.
La località svizzera, luogo della tragedia di Capodanno che ha causato 40 morti e 116 feriti, è citata in un cartello, sempre incluso nel disegno, casomai non si capisse a cosa si riferiscono. A completare l’insieme, in maiuscolo e in francese, la scritta “La commedia dell’anno”, come se fosse una locandina cinematografica.
“Quando avete subito quel terribile attentato, le persone si sono mobilitate per sostenervi e per rendervi omaggio” scrive una donna su Instagram, dove Charlie Hebdo (252.000 follower) ha condiviso la vignetta. La commentatrice continua sottolineando che nessuno ha mai disegnato degli “orrori” sulle vittime dell’attentato contro il giornale, che nessuno ha mancato di rispetto a loro e alle loro famiglie, che sarebbe il caso di dare una prova di rispetto e di valori. Come notano sotto il post, non si tratta di porre un limite alla libertà d’espressione ma ci sono delle barriere da non oltrepassare: “Se fossero i vostri figli, vi farebbe piacere tutto questo?”.
Tra i commenti spicca la voce di Julie Bourges, una donna che nel 2013 rimase vittima di ustioni durante una festa di Carnevale, che ha scritto una lettera alle persone ustionate in Svizzera, in base al percorso che lei stessa in passato ha dovuto affrontare, è diventata virale ed è stata ripostata in una storia pure dal presidente Macron. “Non va bene. Non è senso dell’umorismo. È una ulteriore violenza” dice sui social Julie Bourges, a proposito di questo cartoon. “Il limite è superato e osare dirlo non vuol dire censurare. Significa ricordare che esiste della decenza”. E ancora, scrive l’attivista: “Non era possibile, invece, ridicolizzare l’assenza dell’uscita di sicurezza che è costata la vita e ha ustionato dei bambini?”. Sui social la ringraziano e si dicono senza parole, talmente tristi di vedere una simile pubblicazione.